Nuovo parco Rossani, giù il muro di via De Bellis: "In futuro strada riqualificata e allargata"

Cominciati, questa mattina, gli interventi per la demolizione della barriera di tufo: al suo posto una recinzione trasparente con ringhiera disegnata dall'architetto Fuksas

Sono cominciate questa mattina le operazioni di abbattimento di una parte del muro perimetrale dell'ex caserma Rossani, dove da qualche mese sono cominciati i lavori per la realizzazione di un parco e, da poche settimane, è stato avviato anche il cantiere per la nuova Biblioteca Regionale. 

La porzione di muro interessata dai lavori è quella di via De Bellis: l'area interessata agli interventi è di 250 metri, accanto ai 30 già distrutti per la riqualificazione dell'Urban Center nell'ex palazzina spogliatoi. I lavori consentiranno di avere una vista completa sul futuro parco. al posto del muro in tufo sarà realizzata la recinzione trasparente dotata di una speciale ringhiera disegnata dall'architetto Fuksas. Il recinto sarà collocato in posizione più arretrata rispetto al precedente muro, consentendo di allargare via De Bellis con un altro cantiere a parte, da 1 milione di euro, già inserito nel Piano triennale delle opere pubbliche, trasformandola in un'arteria pedonale e ciclabile che collegherà via Giulio Petroni a corso Benedetto Croce dotata illuminazione e strada a senso unico utilizzabile solo alle auto dei frontisti. Il cantiere avviato oggi durerà per alcuni giorni.

Il parco Rossani sarà dotato di 10 punti d’accesso: otto sorgeranno lungo il perimetro (tre su corso Benedetto Croce, tre su via De Bellis e due su via Giulio Petroni), mentre i restanti due permetteranno di passare direttamente dal parco alla zona retrostante, rappresentata dalla piazza d’armi interna all’area della ex Caserma. Alla cerimonia di questa mattna ha preso parte il sindaco Antonio Decaro: "Abbattiamo - ha affermato - un muro che per anni è stato il simbolo della inviolabilità di questo spazio. Per intere generazioni questa Caserma è stata solo un muro. Penso agli studenti o ai pendolari che arrivavano a Bari in stazione, o con il pullman, come ho fatto io stesso nel periodo in cui frequentavo l’Università, che per decenni hanno visto solo un muro e ignoravano cosa ci fosse oltre" ha concluso.

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