Violenza contro gli operatori sanitari, l'allarme nell'indagine della Federazione medici: uno su due ha subito aggressioni

I dati di un sondaggio lanciato dalla FNOMCeO presentati a Bari in occasione della Giornata contro la violenza sugli operatori sanitari, dedicata alla memoria della psichiatra Labriola

La maglietta con lo slogan scelto per l'iniziativa

Preoccupati dalle possibili aggressioni, ma anche sempre più 'rassegnati' al fatto che un evento simile possa accadere esercitando la professione. E' il quadro che emerge da un questionario sul fenomeno della violenza contro gli operatori sanitari lanciato on line a luglio scorso dalla Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri (Fnomceo). I primi dati dell'indagine sono stati presentati ieri a Bari, nel corso della 'Giornata contro la violenza sugli operatori sanitari', dedicata alla memoria della psichiatria barese Paola Labriola, uccisa nel 2013 da un suo paziente.

"Il 50% degli intervistati ha subito un'aggressione verbale"

Uno dei dati più preoccupanti emersi, riguarda l'estensione del fenomeno delle aggressioni. Su più di 5000 professionisti del settore sanitario, residenti in tutta Italia, che hanno già preso parte al sondaggio, il 50% ha dichiarato di aver subito, nell’ultimo anno, aggressioni verbali, mentre il 4% è stato vittima di violenza fisica. Più del 56% di chi ha subito violenza ritiene che l’aggressione potesse essere prevista, anche se il 78% degli intervistati non sa se esistano o meno procedure aziendali per prevenire o gestire gli atti di violenza. Oltre il 38% degli operatori sanitari dichiara di sentirsi poco o per nulla al sicuro e più del 46% è abbastanza o molto preoccupato di subire aggressioni. Il questionario, proposto dall’Associazione Scientifica Nazionale Hospital & Clinical Risk Managers ed elaborato da Alberto Firenze dell’Università di Palermo, rimarrà aperto sino al 30 settembre.

Anelli: "Allarmante la rassegnazione"

"Uno dei dati a nostro avviso più allarmanti – spiega il presidente della Fnomceo, Filippo Anelli – è la rassegnazione che emerge dalle risposte dei nostri colleghi: il 48% di chi ha subito un’aggressione verbale ritiene l’evento ‘abituale’, il 12% ‘inevitabile’, quasi come se facesse parte della routine o fosse da annoverare tra i normali rischi professionali. Le percentuali cambiano di poco in coloro che hanno subito violenza fisica: quasi il 16% ritiene l’evento ‘inevitabile’, il 42% lo considera ‘abituale’". "Questa percezione falsata e quasi rassegnata del fenomeno porta con sé gravi effetti collaterali, come la mancata denuncia alle autorità, l’immobilismo dei decisori, ma anche il burnout dei professionisti, con esaurimento emotivo, perdita del senso del sé e demotivazione nello svolgimento della professione", continua. "La Fnomceo non ci sta - conclude - e grida il suo ‘Basta!’ a ogni forma di violenza contro chi chiede soltanto di poter curare il prossimo in serenità e sicurezza".

Il messaggio del ministro Giulia Grillo

Nel corso della Giornata, è stato trasmesso il video messaggio inviato dal Ministro della Salute, Giulia Grillo, impossibilitata a partecipare per impegni istituzionali: "Il mio primo atto normativo in Consiglio dei Ministri - ha assicurato il ministro - è stato quello di depositare il disegno di legge contro gli operatori sanitari, per istituire un Osservatorio nazionale al fine di valutare questi fenomeni e realizzare proposte concrete. È stata anche prevista un’aggravante per la lesioni e le minacce nei confronti degli operatori sanitari e valuta anche l’istituzione di presidi di sicurezza".

L'impegno della Fnomceo

Il presidente della Fnomceo Anelli, intanto, ha annunciato la costituzione di un fondo di tre milioni di euro, stanziato dalla Federazione degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (Fnomceo), che sarà destinato a finanziare, tra le altre, anche le iniziative degli Ordini provinciali volte ad abbattere e prevenire la violenza contro i medici. "La vicenda di Paola Labriola, la collega che oggi siamo qui a ricordare – ha continuato Anelli – ha rappresentato un punto di svolta. Paola aveva più volte denunciato di non svolgere la sua professione in condizioni di sicurezza, era andata anche dai Carabinieri. La sua morte ci insegna che non bastano più le parole: è il momento delle decisioni e delle azioni mirate a contrastare questo fenomeno". "Anche la Politica se ne è accorta – ha affermato ancora Anelli -. Abbiamo ora diversi progetti di Legge di iniziativa parlamentare, ad agosto è arrivato il disegno di Legge di iniziativa governativa, presentato dai Ministri Grillo e Bonafede e approvato dal Consiglio dei Ministri". "Come medici – ha spiegato Anelli – abbiamo chiesto che il reato delle aggressioni contro gli operatori sanitari fosse perseguibile d’ufficio. Questo perché il più delle volte il medico aggredito non denuncia, per vergogna, per rassegnazione, ma anche per paura, se minacciato dagli aggressori che gli intimano il silenzio". "Auspichiamo che il Disegno di Legge di iniziativa governativa, durante l’iter parlamentare, si arricchisca degli spunti presenti nelle altre proposte di Legge sulla materia – ha concluso, a margine dell’evento – in modo da avere in tempi rapidi una Legge efficace per arginare quella che sta diventando una vera emergenza di sanità pubblica".


 

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