Accordo Comune-scuole materne sui contributi per le rette: "Fino a 600 euro per le famiglie con bassi redditi"

In giornata è stata approvata la misura dalla Giunta: sarà stilata una graduatoria per scegliere 347 alunni aventi diritto al buono scuola per la scuola dell'istituto privato scelto

Torna anche per l'anno scolastico 2019/2020 il contributo del Comune per supportare le famiglie con reddito Isee più basso nel pagamento della retta. L'iniziativa, applicata nelle scuole dell'infanzia paritarie private, viene rinnovata grazie allo schema di convenzione tra gli istituti e l'amministrazione comunale, approvato in giornata dalla Giunta. Il contributo per il nuovo anno scolastico destinato a coprire le spese del buono è il medesimo degli scorsi anni e ammonta a 500mila euro.

"Anche quest’anno abbiamo voluto rinnovare questo accordo prevedendo per le famiglie con reddito basso un sostegno per la retta - spiega l'assessore Paola Romano - e, seppur di poco, siamo riusciti ad aumentare il contributo che il Comune, attraverso il buono scuola, dà alle famiglie con un reddito Isee più basso, favorendo l’iscrizione a scuola di tutti i bambini e le famiglie che fanno questa scelta".

Il contributo

Il contributo comunale e regionale verrà erogato alle scuole dell’infanzia paritarie private convenzionate che si impegnino ad applicare una retta di frequenza non superiore a 180 euro mensili - nei confronti delle famiglie aventi un reddito ISEE, quale risulta da attestazione ISEE in corso di validità nell’anno scolastico di riferimento, compreso tra 0 ed 10mila - e 210 euro mensili, nei confronti delle famiglie aventi un reddito ISEE, quale risulta da attestazione ISEE in corso di validità nell’anno scolastico di riferimento, compreso tra 10mila e 25mila.

Avranno diritto al buono scuola gli alunni inseriti nella graduatoria per gli alunni con reddito familiare isee - in corso di validità nell’anno scolastico di riferimento - compreso tra 0 ed 25mila. "A parità di reddito ISEE, il Comune garantirà la priorità alle famiglie in cui lavorano entrambi i genitori e agli alunni inseriti nella lista d’attesa delle scuole dell’infanzia statali e comunali" spiega il Comune in una nota. Ciascuna scuola dell’infanzia paritaria privata convenzionata richiederà alle famiglie aventi diritto al buono scuola una retta mensile pari alla differenza tra la somma di 60 euro, a carico del Comune, e l’importo della retta di frequenza standard applicata.

Sarà la ripartizione a pubblicare nei prossimi giorni l'apposito avviso pubblico diretto ad individuare 347 alunni aventi diritto al buono scuola dell’importo complessivo di 600 euro (60 euro mensili x 10 mesi) ciascuno. Il buono scuola consentirà all’alunno la frequenza, nell’anno scolastico di riferimento, presso la scuola dell’infanzia paritaria privata convenzionata scelta dalla famiglia.

L’ammontare complessivo annuo del contributo comunale verrà erogato secondo le seguenti modalità:
- € 162.000 annui in favore delle scuole dell’infanzia paritarie private che effettuano il servizio di refezione, che dovrà essere direttamente organizzato e gestito dalle scuole dell’infanzia paritarie, anche mediante esternalizzazione del servizio.
Il gestore avrà facoltà di richiedere alle famiglie una retta per la copertura delle spese per il servizio di refezione scolastica che in ogni caso non potrà superare l’importo di € 87 mensili tenuto conto di alcuni parametri esplicitati nella convenzione.
- € 208.200 annui in favore delle scuole dell’infanzia paritarie private, a copertura parziale delle rette di frequenza attraverso la selezione di famiglie che beneficeranno di un contributo sulla retta di frequenza.

L’ulteriore somma di 129.800mila euro verrà suddivisa, per ciascun anno scolastico di riferimento, tra il numero di sezioni funzionanti. Il contributo sarà erogato per l’acquisto di materiale didattico e spese di gestione. Il Comune si impegna anche a garantire alle famiglie che ne facciano richiesta, il servizio trasporto per gli alunni frequentanti le scuole paritarie private convenzionate utilizzando i mezzi già impegnati e le fermate già programmate per le restanti scuole.

La convenzione

Secondo la convenzione, ogni scuola dell’infanzia paritaria privata si impegna, in via permanente:

- all’ammissione di tutti i bambini residenti nel Comune di Bari senza discriminazioni di sesso, razza, etnia, cultura e religione, garantendo la priorità ai bambini inseriti nelle liste d’attesa delle scuole dell’infanzia comunali e ai bambini residenti nella zona di competenza;
- a comporre le sezioni secondo un criterio di pluralità di fasce socio-economiche compatibilmente con la composizione delle sezioni secondo un criterio di omogeneità di età dei bambini;
- a garantire gli standard qualitativi - rapporto sezione/iscritti, sezione/insegnanti, organico/supplenze, sostegno/assistenza agli alunni in situazione di handicap stabiliti dalla normativa vigente e a mantenerli nel periodo di vigenza della presente Convenzione;
- all’accoglienza di alunni stranieri residente e/o domiciliati, nonché alla loro integrazione, anche attraverso la predisposizione e realizzazione di progetti specifici;
- a garantire un progetto educativo in armonia con i principi della Costituzione ed un piano dell’offerta formativa conforme agli ordinamenti e alle disposizioni vigenti;
- a garantire l’utilizzo di locali scolastici strutturalmente funzionali ed idonei allo svolgimento dell’attività didattica;
- a garantire l’utilizzo di attrezzature didattiche propri del tipo di scuola di infanzia e conformi alle norme vigenti in materia di sicurezza;
- ad assicurare gli alunni contro gli infortuni possibili nello svolgimento dell’attività didattica;
- a garantire l’applicazione delle norme vigenti in materia di inserimento di minori con handicap o in situazione di svantaggio;
- ad utilizzare personale docente regolarmente inquadrato ed in possesso dei prescritti titoli di studio e ad applicare nei loro confronti condizioni retributive previste dal CCNL di settore;
- ad utilizzare personale non docente ed ausiliario regolarmente inquadrato e ad applicare nei loro confronti un trattamento retributivo non inferiore a quello previsto dal CCNL di categoria;
- a garantire la qualificazione e l’aggiornamento del personale educativo;
- a rendere pubblico il quadro delle entrate e delle uscite in modo da rendere evidente il rapporto tra costi di gestione, contributi pubblici e tariffe a carico delle famiglie;
- ad osservare le norme igienico sanitarie per la gestione dei locali adibiti a mensa e per la preparazione e somministrazione dei pasti;
- a promuovere la gestione collegiale attraverso l’istituzione ed il funzionamento di organi collegiali, improntati alla partecipazione democratica.
 

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