Una targa dell'800 sulla volta della cisterna: il ritrovamento di piazza Diaz apre un viaggio nella storia di Ceglie

Il nuovo sopralluogo di Comune e Soprintendenza riserva una scoperta nella scoperta: un'iscrizione con data e nomi, che segnala una trasformazione di quell'ambiente avvenuta nel 1811. Una 'traccia' tutta da studiare, mentre si vagliano le ipotesi per valorizzare il ritrovamento

A sei metri di profondità, Ceglie svela un altro pezzo della sua storia. O meglio, lascia emergere un nuovo indizio, un altro tassello da aggiungere allo studio del suo passato. La traccia è un'iscrizione, rinvenuta nell'antica cisterna scoperta nei giorni scorsi durante i lavori di riqualificazione per piazza Diaz. Questa mattina tecnici del Comune e della Soprintendenza sono tornati sul posto, calandosi all'interno dell'ambiente sotterraneo per un sopralluogo più approfondito.

Una targa di inizio Ottocento apre un viaggio nella storia

E così, ecco la scoperta nella scoperta. Nel grande 'scudo' sorretto dai due angeli raffigurati in rilievo su una volta, ci sono nomi, e una data: 16 aprile 1811. Una targa che segnala un'opera di trasformazione di quell'ambiente, un'opera pubblica, come testimonierebbe la presenza, nell'iscrizione, di nomi di personalità istituzionali dell'epoca: Giustiniani e Pancotto, susseguitisi alla carica di sindaco nel periodo successivo al completamento del restauro nel 1858 (e appartenenti ad una confraternita della Carboneria denominata 'La Costanza', cui sarebbe riconducibile la presenza delle lettere n, d e p al contrario). Un punto di partenza importante per gli studiosi, che però lascia intendere come quell'ambiente sotterraneo, modificato a inizio Ottocento, avesse in realtà un'origine precedente. Quale? Solo uno studio più approfondito permetterà di fare ulteriori ipotesi.

piazza Diaz-3

Studio e valorizzazione: le ipotesi per la cisterna di piazza Diaz

Al sopralluogo di questa mattina hanno partecipato il soprintendente all’Archeologia, belle arti e paesaggio per la Città Metropolitana, Luigi La Rocca, con il funzionario archeologo Francesca Radina e i tecnici della Soprintendenza, l'assessore ai Lavori pubblici Galasso con i tecnici del Comune, Nicola Acquaviva e Grazia Albergo, rispettivamente presidente uscente e neoeletto del IV Municipio, il neoconsigliere comunale di FI Antonio Ciaula, lo studioso ed esperto di storia locale Giuseppe Laricchia, presidente dell'associazione Kaìlia. 

"Oggi, grazie all'aiuto di esperti locali come il dottor Laricchia - spiega il soprintendente Luigi La Rocca - abbiamo capito di più su questa iscrizione e su questa operazione fatta tra il 1811 e il 1858, di trasformazione in una cisterna di qualcosa che ancora non sappiamo. Si tratta comunque di un elemento molto interessante, e anche insolito, vista la presenza del rilievo messo in un ambiente sotterraneo a ricordo di questa opera pubblica. Di certo da subito, discutendone con l'amministrazione comunale, troveremo il modo di lasciare sulla piazza la memoria di questo rinvenimento. Inoltre, per consentire anche in futuro di approfondire le ricerche all'interno del vano, faremo in modo che non sia riempito, che resti la possibilità di ispezionarlo. Sicuramente concorderemo con il Comune un intervento di conservazione e conoscenza, di analisi più approfondita non solo dell'iscrizione, ma dell'intera struttura architettonica dell'ambiente ritrovato".

Una scoperta sorprendente, tutta da studiare

"Siamo davanti altra pagina di storia sorprendente - commenta Laricchia - Non sappiamo dell'evento storico, non sappiamo cosa sia successo in questa zona, tuttavia trovare un'attestazione del genere ad una profondità di 5-6 metri, un rilievo con questi angeli in una cisterna altrettanto profonda, lascia tutti senza parole. Perché scrivere lì nomi importanti, come quello di un sindaco, Giustiniani, che effettivamente è stato molto noto e ha fatto molto sul territorio? Siamo davanti ad un lavoro che avviene a inizio Ottocento, che va avanti per quasi quarant'anni, di certo è una trasformazione di un ambiente sotterraneo, ma non possiamo dire altro finché non sarà fatto uno studio di approfondito". Impossibile al momento, come detto, fare altre ipotesi sulle origini di quella cisterna. Di certo però, come conferma Laricchia, studi storici compiuti sulla zona di via Vittorio Veneto, su cui si affaccia piazza Diaz, hanno messo in luce la presenza, su tutta la strada, di condotte di epoca romana che canalizzavano l'acqua proveniente da Adelfia.

Galasso: "Opportunità per valorizzare la storia di Ceglie"

Parallelamente alle attività di studio e approfondimento, Comune e Soprintendenza valutano già le prime ipotesi per valorizzare il ritrovamento. "Ciò che faremo adesso - afferma l'assessore Galasso è tutelare quello che abbiamo ritrovato. I lavori non si bloccheranno, andremo avanti con la sistemazione della piazza in superficie ma quella scultura raffigurante i due angeli rinvenuta nella cisterna verrà verosimilmente riprodotta attraverso un calco e diventerà anche un monumento visibile su questa piazza a tutta la città. Attendiamo adesso gli sviluppi degli approfondimenti anche storici che faranno i tecnici dalla Soprintendenza, dopo di che ci adopereremo in maniera estremamente rapida per modificare anche il progetto con una piccola variazione che recepisca le loro indicazioni".
 

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