"Mi hanno offerto 50 euro per votare Decaro", il sindaco spegne la polemica: "Andiamo a denunciarli insieme"

In un commento a un post di marzo era comparsa l'accusa di compravendita dei voti. "Questa è una piaga seria della politica" spiega il primo cittadino

"Proprio ieri mi hanno chiesto di votare il signor Decaro...in cambio di 50 euro...e se porto più di 20 persone...mi danno 5 euro per ognuna". Ritorna il tema della compravendita di voti a meno di un mese dalle elezioni che decideranno il nuovo sindaco di Bari, con un commento in risposta a un messaggio del primo cittadino sulla sua bacheca Facebook l'8 marzo scorso.

E per smorzare una volta per tutte le polemice è intervenuto direttamente Antonio Decaro, con un post in cui spiega il suo modus operandi in questi casi:

Capita ad ogni tornata elettorale, puntualmente: qualcuno decide di denunciare sui social di aver ricevuto offerte in danaro per votare questo o quello.
Quando mi succede di intercettare questo tipo di messaggi (come in queste risposte a un post dell’8 marzo scorso) faccio sempre la stessa cosa: scrivo al cittadino che una denuncia vaga su Facebook non serve a nulla se non ad alzare polveroni e ad alimentare chiacchiere. E mi propongo di accompagnarlo in procura a denunciare la persona che ha provato a comprare il suo voto.

Proposta che, come ricorda lui stesso, difficilmente viene poi accettata, ed è lo stesso nello scambio di messaggi da lui pubblicati. "Amici e amiche, il voto di scambio è una piaga seria - aggiunge il sindaco - è la rovina della buona politica. Non abbiate paura a denunciare, lo si può fare anche in forma anonima.
E attenzione, perché il voto di scambio a volte si nasconde in manovre più occulte rispetto alla spudorata offerta di danaro". E per confermare la sua tesi ricorda un episodio avvenuto cinque anni prima, quando"venni a sapere - scrive - di alcuni rappresentanti di lista a cui era stato promesso un compenso per il loro servizio (cosa lecita, intendiamoci). Ma in quel caso sembrava esserci il sottinteso fine di ottenere il loro voto". Allora la risposta fu di cacciare i rappresentanti di lista, oggi è il rinnovo dell'appello a denunciare in caso di compravendita di voti, anche direttamente al primo cittadino con un messaggio di posta se si vuole rimanere anonimi.

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