Dalla crisi alla trappola del gioco d'azzardo: così cresce il rischio usura per le famiglie

A Bari ripartono gli ascolti della Fondazione Antiusura 'San Nicola e Santi Medici', da anni impegnata nell'aiuto alle vittime. Non solo disoccupazione e difficoltà economiche: tra le cause di indebitamento pesa il fenomeno della ludopatia

Schiacciati dalla crisi, dalla perdita del lavoro, costretti a fare debiti per cercare di sostenere le necessità della famiglia o a vendere la casa per l'impossibilità di continuare a pagare le rate del mutuo. Situazioni di fragilità che espongono chi le vive al rischio di cercare soluzioni sbagliate: prede facili degli usurai, sempre più spesso vittime del gioco d'azzardo, tentate dall'illusione di trovare in esso una fonte di facile guadagno per risolvere i propri problemi economici. Una spirale di difficoltà e debiti che si autoalimenta, da cui diventa sempre più difficile uscire.

Famiglie in crisi, usura e ludopatia: un fenomeno 'trasversale'

Storie di vita diverse, ma accomunate da tratti ricorrenti, quelle raccolte dai volontari che operano per la 'Fondazione Antiusura S. Nicola e SS.Medici' di Bari, che dal 1994 si occupa di prestare aiuto a chi vive situazioni di difficoltà legate all'indebitamento o si ritrova vittima degli usurai.  Dal mese di gennaio, presso la sede di via dei Gesuiti 20, sono riprese le attività di ascolto per le vittime. "Da noi vengono persone di ogni età, di ogni condizione sociale, di tutte le professioni - spiega monsignor Alberto D'Urso, presidente della fondazione e della Consulta nazionale antiusura. Persone che si sono indebitate per necessità, o per aver voluto tentare un 'passo' superiore alle proprie possibilità, o vittime del gioco d'azzardo. "Ma in questo periodo, in particolare - prosegue don D'Urso - si rivolgono a noi persone che hanno responsabilità familiari, e che non avendo un lavoro o avendone uno saltuario non riescono a sostenere la famiglia. Vengono da noi per cercare una strada: per uscire dai debiti che hanno contratto, ma anche per cercare di non incorrere nei debiti".

L'aiuto offerto dalla Fondazione antiusura

Il primo passo è quello dell'ascolto: "Fissiamo un primo colloquio con chi ci contatta, ma spesso sono necessari più ascolti per fotografare con esattezza la situazione della persona e il suo indebitamento - prosegue D'Urso - Cerchiamo di promuovere la solidarietà familiare, di fare in modo che tutta la famiglia sia coinvolta nel percorso, chiedendo ad esempio a chi chiede aiuto di portare con sè anche il coniuge". Per fissare un appuntamento, c'è un numero di telefono disponibile dal lunedì al sabato mattina: 080/5241909. Una volta ottenuto un quadro chiaro della situazione, la persona viene indirizzata e supportata nella strada da intraprendere dal team di professionisti - avvocati, ex bancari, commercialisti, psicologi - che operano come volontari per la Fondazione. "Quando una persona indebitata arriva da noi, cerchiamo anche di capire chi c'è dietro il debito: può essere l'usuraio 'della porta accanto', può esserci qualcuno legato alla criminalità organizzata, in modo da poter sostenere la vittima nel percorso di denuncia".

La piaga del gioco d'azzardo e l'importanza della prevenzione

Ma quali sono le cause più frequenti dell'indebitamento delle famiglie? Innanzitutto, la mancanza o la perdita del lavoro, che però sempre più spesso porta con sè un altro fenomeno a sua volta determinante nell'alimentare i debiti: il ricorso al gioco d'azzardo, spesso visto come una via di fuga, o come un'illusoria soluzione ai propri problemi. E che invece finisce per condurre la vittima, sempre più bisognosa di soldi, verso gli usurai: secondo dati basati sulle denunce e sui report delle 32 fondazioni antiusura presenti in Italia, a livello nazionale il 50% dei casi di vittime di usura è  legato al gioco d'azzardo. Una vera e propria piaga, quella della ludopatia, dai numeri impressionanti: "In Puglia - ricorda monsignor D'Urso - la somma spesa nel gioco d'azzardo è di oltre sei miliardi, in media circa 1600 euro a persona". Da tempo, la Consulta Nazionale Antiusura ha lanciato l'allarme sul fenomeno della ludopatia, chiedendo alle istituzioni interventi decisi sul piano della prevenzione: "Con il decreto dignità - commenta don D'Urso - questo governo aveva promesso che sarebbe stata eliminata questa pubblicità ingannevole sul gioco d'azzardo, ma finora le applicazioni concrete mancano. Si parla da tempo del distanziometro, cioè del fatto che non dovrebbero esserci sale gioco entro una certa distanza da scuole, chiese, luoghi di incontri sociale, ma finora solo in poche zone d'Italia tutto ciò è stato effettivamente realizzato. Un esempio è il Piemonte, dove questa norma è stata applicata: in un anno la spesa per il gioco d'azzardo nella Regione è calata di oltre mezzo milione di euro: questo vuol dire che sono provvedimenti che funzionano". Per rilanciare il tema della lotta alla ludopatia e "cercare un dialogo con le istituzioni", la Consulta Nazionale Antiusura ha organizzato per i prossimi mesi tre convegni in altrettante città italiane. Il primo appuntamento è il 20 febbraio a Palermo: "Abbiamo invitato il commissario governativo antiracket e antiusura, fresco di nomina - spiega monsignor D'Urso - Abbiamo sollecitato i presidenti delle Fondazioni del Sud a presentare la situazione dell'azzardo nelle rispettive regioni. Con i nostri esperti, cercheremo di spiegare perchè il gioco d'azzardo non può e non deve essere presentato come una strada, come una risposta alle difficoltà delle famiglie".

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