Giustizia: sospese fino al 3 aprile le attività degli uffici dell’Ordine degli Avvocati di Bari

Stefanì: «Abbiamo affrontato, in passato, momento difficili ma questo è più drammatico anche della tendopoli giudiziaria»

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di BariToday

Il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Bari, riunito in videoconferenza, in seguito alle ultime disposizioni governative per il contenimento del rischio derivante dalla diffusione del virus COVID-19, sospende fino al 3 aprile 2020 l’accesso da parte di avvocati e cittadini agli uffici dell’Ordine degli Avvocati. Sospese e rinviate anche le attività dell’Organismo di Composizione della Crisi da Sovraindebitamento nonché dell’Organismo di Mediazione Forense. Sospese e rinviate anche tutte le attività relative al rilascio dei pareri di congruità e alla prativa forense, gli eventi formativi organizzati dal Consiglio dell’Ordine e qualsiasi impegno solenne. Fino al 5 aprile, infine, è sospeso anche l’obbligo di acquisizione dei crediti relativi alla formazione continua. «Con grande sofferenza – ha spiegato il presidente dell’Ordine degli Avvocati di Bari Giovanni Stefanì - il Consiglio dell’Ordine ha dovuto adottare il provvedimento di sospendere gli accessi agli uffici ma lo ha fatto consapevolmente e coscienziosamente per il rispetto e la tutela dei dipendenti, di noi stessi e di tutta la comunità forense. Abbiamo affrontato, in passato, momento difficili ma questo è anche più drammatico della tendopoli giudiziaria. Gli avvocati, come tutti i lavoratori autonomi, soffrono in maniera più preoccupante perché devono continuare a tutelare i diritti fondamentali delle persone, ma anche se stessi e le loro famiglie». «Esorto quindi tutti gli avvocati, - ha concluso Stefanì - pur nella loro tenacia professionale, a garantire la salvaguardia degli interessi dei loro assistiti utilizzando gli strumenti che la tecnologia mette a disposizione, lavorando da remoto, dagli studi se non addirittura da casa. Stiamo cercando le soluzioni per sostenere, in questo momento particolarmente drammatico, l’intera categoria forense, già pesantemente penalizzata dalla crisi preesistente».

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