I pensionati della Cisl pugliese chiedono maggiore attenzione all’Europa e al Sud del continente

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di BariToday

“Abbiamo voluto con forza questa giornata di studio e riflessione su ciò che è oggi l’Unione Europea e, soprattutto, ciò che potrebbe essere, perché riteniamo che il nostro futuro è più che mai legato alla nostra Patria Europa,” A spiegare il senso della tavola rotonda odierna, Vitantonio Taddeo, Segretario Generale FNP-CISL Puglia. Al centro dell’incontro promosso dai pensionati della Cisl di Puglia “L’Unione Europea ad una svolta, le nuove priorità politiche per più solidarietà e maggiore attenzione al sud del continente, il commento sui recenti esiti del voto europeo e la valutazione sulle prospettive del processo di integrazione alla luce nei nuovi equilibri politici che sono venuti a crearsi. A parlarne a Bari, nell’incontro moderato dal giornalista Luciano Sechi, Franco Chittolina Presidente di APICE già Funzionario c/o Istituzioni Europee (Consiglio dei Ministri e Commissione), Elena Gentile, già Parlamentare Europeo, Raffaele Fitto, Parlamentare Europeo, Daniela Fumarola, Segretario Generale CISL Puglia con le conclusioni di Loreno Coli della segreteria Nazionale FNP-CISL . “L’Unione Europea ha per noi pensionati, per noi anziani, un grande valore,- ha detto Taddeo - e a noi è stato affidato il compito di non disperdere l’eredità morale della generazione che ha vissuto la Seconda guerra mondiale e che ha piantato le basi per costruire un Europa di pace, di progresso, di sviluppo solidale, processo che è poi proseguito con alterne vicissitudini fino al livello dell’attuale integrazione e protezione dei cittadini. Secondo l’ultimo studio OCSE, la popolazione comunitaria è destinata all’invecchiamento e, contestualmente, ad una contrazione del numero dei suoi cittadini rispetto al resto del mondo, con pesanti ricadute sociali. Il passaggio a popolazioni più anziane sfiderà la società in molti modi, la domanda di salute, cura, assistenza a lungo termine, i servizi sociali e le pensioni aumenterà, mentre la percentuale di popolazione in età lavorativa tenderà a diminuire. Le politiche europee dovranno occuparsi del fenomeno, anche se le competenze sui sistemi sanitari e quelli previdenziali restano attribuite ai singoli stati membri. È importante, comunque, il ruolo di stimolo e di ricerca nell’individuazione di sistemi sanitari più adeguati. Investire e lavorare sulla prevenzione delle malattie, con progetti e campagne sugli stili di vita sani per consentire, al maggior numero di persone, un “invecchiamento sano e attivo. Oggi perché, come recita il sottotitolo del libro di Franco Chittolina, è l’ora del coraggio, con questi risultati elettorali ed i nuovi equilibri che si vanno a definire, ci chiediamo quali sono le proposte e le iniziative a cui dare priorità nell’agenda politica europea? “ L’On. Raffaele Fitto alla richiesta di maggiore attenzione in Europa per i pensionati ha risposto – “Vogliamo cambiare questa Europa, che come abbiamo detto in campagna elettorale rappresenta un modello di gestione e di governo che non ci convince L’obiettivo nostro sarà quello di lavorare per cambiare profondamente le istituzioni europee. Certo quello che appare dalle prime ipotesi di maggioranza, lascia intendere un accordo al ribasso tra le principali forze politiche che hanno governato in questi anni, e non lascia sperare in un cambiamento profondo delle politiche europee. Le priorità per noi sono le politiche di coesione, di cui le regioni del sud sono quelle maggiormente interessate. Siamo in una regione la Puglia dove i ritardi sono all’ordine del giorno, dobbiamo cogliere le opportunità indicate nel nuovo regolamento che definisce l’utilizzo delle risorse europee 2021 – 2027. Quindi semplificazione burocratica e la concentrazione delle risorse su alcuni grandi obiettivi e poi la seconda grande questione e quella della Xilella, abbiamo un grande ritardo, nell’affrontare questo grande tema.” Daniela Fumarola ha spiegato ai giornalisti presenti: Non mi sembra che sia un Europa che conservi le proprie radici, non è un Europa che in questi anni ha messo al centro la persona, come previsto dai padri fondatori. Noi, pensiamo non solo che debba farlo, ma soprattutto ora, siamo in un epoca non rinnovata, un epoca in cui ci sono nuove emergenze, basti pensare a quello che sta accadendo in questi giorni con la Sea Watch. Allora un Europa che non si interessa adeguatamente dell’accoglienza e che magari consegna ai paesi la responsabilità di occuparsene, non è un Europa solidale. Riteniamo che si debba mettere al centro la persona con tutte le sue esigenze e il lavoro con tutte le sue ricadute. Quindi l’Europa deve poter corrispondere alle attese di tutti i paesi, soprattutto del nostro che rischia se non mantiene una unità salda tra nord e sud, di diventare il sud dell’Europa e questo non possiamo consentirlo. Franco Chittolina, prendendo spunta dal suo ultimo libro “È l’ora del coraggio”, aggiunge : “E’ l’ora del coraggio per fare andare avanti l’Europa, garantendole un futuro e fare in modo che risponda meglio alle attese dei cittadini e ci vuole molto coraggio in questo momento. La svolta che oggi ci auspichiamo nel corso del dibattito, ci sarà, non c’è alternativa. Bisogna cambiare, bisogna rispondere alle nuove sfide. Onestamente intravedo la possibilità finalmente di una unione politica che vada al di là di un unione di mercato e che finalmente metta al sicuro la pace in Europa e il benessere dei cittadini”

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