Palchi dorati, poltrone rosse e selfie: l'apertura show del teatro Piccinni incanta i baresi

Il risultato finale ha riconsegnato alla città una struttura completamente rinnovata e funzionale: politici e non solo alla cerimonia. Due giorni di festa per riabbracciare il teatro

Sorrisi e luci, poltrone rosse e palchi: sul palco la musica, il teatro e l'arte. Il teatro Piccinni ha rialzato il suo sipario e Bari ha potuto riabbracciare uno dei suoi scrigni della cultura più belli. Una festa attesa dal 2010, quando il teatro, inaugurato nel 1854, è stato chiuso per un lungo restauro durato ben nove anni. Il risultato finale ha riconsegnato alla città una struttura completamente rinnovata e funzionale: "Un vero e proprio gioiello" lo ha definito il governatore Michele Emiliano ,"perché questo é un teatro dell'800. Mi congratulo col sindaco che ha riaperto il miglio dei teatri della città". E il sindaco Decaro, in smoking per l'occasione, ha celebrato con orgoglio un obiettivo importante: "É stato un sogno riaprire questo teatro - ha spiegato - . Ci é costato una grande fatica ma alla fine siamo soddisfatti. Qui si sono esibiti grandi come Totò, Vittorio Gassman, Carmelo Bene. Ora consegnamo il Piccinni alla città e ai baresi".

La due giorni di festa (che proseguirà anche il 6 dicembre) è cominciata attorno alle 19 con l'apertura delle porte e un ingresso lento tra sguardi ammirati e selfie tra i palchi specchiati. Non solo autorità e consiglieri comunali, ma anche le maestranze e i tecnici che hanno realizzato il restauro. In platea anche il critico d'arte e giornalista Philippe Daverio che, simpaticamente interrogato dal presentatore Antonio Stornaiolo, ha dato un 10 al rinnovato Piccinni.

Poi spazio alla musica, eseguita dall'Orchestra Sinfonica della Fondazione Petruzzelli assieme al coro del Politeama: prima l'inno nazionale, quindi alcune composizioni dell'autore barese a cui è dedicato il teatro, compositore da (ri)scoprire per la sua raffinatezza e qualità musicale, in questo caso eseguito in un contesto più raccolto rispetto al Petruzzelli. Qualche applauso di troppo tra un brano e l'altro ma, alla fine, la soddisfazione di aver restituito alla città una struttura di grande valore e storia. E all'uscita la gioia di chi aveva visto il teatro all'interno, si mischiava con l'attesa di coloro che si apprestavano ad entrare, intrattenuti dal flash mob di attori e spettacoli a sorpresa. La cultura condivisa, per una sera, senza barriere, grazie al Piccinni.

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