“Non si può essere imputati per sempre”: a Bari l'incontro pubblico su prescrizione del reato e processo penale

L'iniziativa organizzata da Consiglio dell'Ordine degli avvocati di Bari e Camera penale di Bari

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di BariToday

Imputati per sempre: è il rischio che corrono i cittadini qualora davvero entrasse in vigore, a partire dal 1° gennaio 2020, la sospensione dei termini di prescrizione nel processo penale. Per contrastare questa previsione, l’Ordine degli avvocati e la Camera penale di Bari hanno organizzato un incontro pubblico alla presenza di rappresentanti dell’accademia, della magistratura e della politica, nell’ambito delle iniziative promosse dall’avvocatura italiana per esprimere la contrarietà verso la disposizione contenuta nella cosiddetta “Legge spazzacorrotti” che rischia di prolungare ‘sine die’ la durata dei processi penali. Tra queste l’astensione dalle udienze e da ogni attività giudiziaria nel settore penale dal 21 al 25 ottobre proclamata dall’Unione delle Camere Penali Italiane, e quella del 25 promossa dall’Organismo Congressuale Forense. «Non è la prescrizione a determinare i ritardi del processo penale – ha sottolineato il presidente dell’Ordine degli Avvocati di Bari Giovanni Stefanì -, ma la scarsità di risorse e Bari ne è un esempio eloquente. Dopo la firma del protocollo per l’avvio dell’iter volto alla realizzazione del polo unico della Giustizia, infatti, nessun passo concreto in avanti è stato fatto e lo spettro della ‘lentocrazia’ torna ad affacciarsi. Questa è una protesta per la collettività, in quanto non è tollerabile che un cittadino diventi imputato per sempre dopo una sentenza di primo grado, che sia favorevole o meno. L’avvocatura non può accettare questa previsione, perché nega i diritti fondamentali delle persone. È giusto punire i colpevoli, ma bisogna avere dei tempi certi, senza rimanere alla mercé del potere giurisdizionale sine die. Adesso vanno cavalcati gli spiragli di rinvio di questa sciagurata previsione normativa, sollecitando il Ministero della Giustizia a varare una riforma strutturale del processo penale». Anche il presidente della Camera Penale di Bari Guglielmo Starace si è schierato a favore della protesta: «L’intera avvocatura, l’accademia dei giuristi e gran parte della magistratura è contro questa disposizione perché in forte contrasto con la norma costituzionale che individua anche nella ragionevole durata del processo un irrinunciabile principio di civiltà giuridica. Ci battiamo anche per le vittime dei reati, affinché ci sia la certezza di un processo e la certezza della sua fine in tempi ragionevoli; imputati e vittime hanno il diritto di ricevere risposte veloci e certe dalla giustizia».

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