“Occhio” al diabete: conoscerlo per prevenirlo

Ottava edizione del service promosso dal Rotaract Club Bari Agorà in interclub con il Rotary Club Bari Castello presso la chiesa del Villaggio del Fanciullo a Bari

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di BariToday

Si terranno nelle giornate di sabato 27 e domenica 28 aprile presso la chiesa del Villaggio del Fanciullo di Bari la conferenza informativa sulla malattia diabetica e i relativi controlli medici gratuiti aperti a tutta la cittadinanza, nell’ottica del consueto service “Occhio al diabete: conoscerlo per prevenirlo” – giunto alla sua ottava edizione - promosso dai ragazzi del Rotaract Club Bari Agorà in interclub con il Rotary Club Bari Castello. L’appuntamento è fissato per sabato 27 aprile alle ore 17 presso la chiesa del Villaggio del Fanciullo di Bari con la conferenza informativa sulla malattia e relazioni a cura del Dott. Vincenzo d’Ambrosio Lettieri (I°Dirigente Medico Clinica Oculistica Bari, Socio Fondatore Rotary Club Bari Castello), Avv. Paolo Iannone (Presidente Rotaract Club Bari Agorà), Dott.ssa Tiziana Tritto (Medico specialista in Oftalmologia) e del Dott. Gianfranco Sifanno (Medico e tesoriere Rotaract Club Bari Agorà). Nella giornata successiva, domenica 28 aprile, dalle ore 9 alle ore 13, sempre presso la chiesa del Villaggio del Fanciullo di Bari i volontari effettueranno controlli medici gratuiti aperti a tutta la cittadinanza, prevedendo screening del diabete con fundus ottico, stick glicemici e misurazione pressione arteriosa. L’iniziativa nata nell’anno rotaractiano 2010/2011 con l’obiettivo di sensibilizzare i cittadini sulle conseguenze determinate dal diabete e sulle attività possibili di prevenzione rientra nel ciclo di un più ampio progetto portato avanti negli anni dal Rotary. Durante l’edizione dell’anno scorso del service “Occhio al diabete” il 15% delle persone che hanno usufruito dello screening gratuito non sapevano di soffrire di questa patologia silenziosa.

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