Tre anni di ponte Adriatico senza biciclette, pista ancora inaccessibile per i ciclisti: "Stanchi di aspettare"

Lello Sforza, storico attivista della mobilità ciclabile: "Basta con le chiacchiere". La replica del Comune: "Il progetto è pronto - spiega Galasso - aspettiamo il sì del produttore"

Tre anni d'attesa per un problema non ancora risolto, con buona pace di chi utilizza la bici come alternativa alla mobilità automobilistica. La pista ciclabile del ponte Adriatico, inaugurato a settembre 2016 dall'allora premier Matteo Renzi, resta off limit. Una vicenda la cui chiusura è attesa ormai da troppo tempo. I ciclisti chiedono risposte per poter utilizzare un importante via di collegamento per il centro cittadino, consentendo anche l'utilizzo al 100% dell'iconica infrastruttura costata 32 milioni di euro. 

Sforza: "Basta con le chiacchiere"

La questione è stata nuovamente posta, attraverso Facebook, da Lello Sforza, Mobility Manager della Regione Puglia e storico attivista delle due ruote green. In un messaggio sul social network, Sforza sottolinea l'anniversario della non-apertura della pista, spiegando che questa mancanza "rappresenta il simbolo della negazione alla diffusione dell'uso della bicicletta come mezzo di trasporto facile, economico e sicuro. Basta con le chiacchiere". 

Galasso: "Progetto pronto, serve il sì del produttore"

Dal Comune è arrivata la risposta dell'assessore cittadino ai Lavori Pubblici e alla Mobilità, Giuseppe Galasso, interpellato da BariToday: "Al momento, purtroppo, non vi sono novità - spiega -. A inizio 2019 abbiamo predisposto il progetto, grazie al contributo del professor Monaco. Il costo degli interventi si aggirerebbe sui 100mila euro". I lavori dovrebbero prevedere ulteriori barre per proteggere i ciclisti dalle 'lame' dei guard rail che, dall'altro verso, consentono alle auto di viaggiare in sicurezza. Cosa blocca la realizzazione della tanto attesa opera? "Le modifiche - dice l'assessore - devono essere omologate dal produttore della barriera ma al momento questo via libera ancora non c'è. In questi anni abbiamo avviato i primi contatti, trovato le risorse e completato la progettazione. Sarebbe stato tutto più facile, come avremmo voluto, porre la questione in fase d'esecuzione dell'opera, ma ciò non è stato possibile. Da parte nostra - conclude Galasso - cercheremo di sollecitare il produttore affinché si possa sbloccare la vicenda". Nel frattempo, per i ciclisti, il ponte strallato resta un semplice miraggio. Ovviamente a due ruote. 

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