Nuova vita per la chiesa 'contesa' da Bari e Bitonto, la proposta: "Cerchiamo finanziamenti per aprirla tutto l'anno"

L'appello ai Comuni di Bitonto e Bari, alla Città metropolitana e alla Regione per la valorizzazione culturale della Chiesa rupestre dell'Annunziata, visitabile solo due giorni l'anno

Una delle facciate della chiesa (Fonte foto nell'articolo Wikipedia)

C'è un piccolo tesoro architettonico che forse non tutti conoscono, perché 'nascosto' tra il verde del Parco naturale di Lama Balice e il cemento delle strade che collegano l'aeroporto Karol Wojtyla di Bari al centro di Santo Spirito. Parliamo di una struttura rurale sacra, la Chiesa dell'Annunziata al centro di una curiosa 'contesa' da decenni, alla quale Elietta Noviello e Antonella Vaccaro - rispettivamente consigliera del V Municipio di Bari e consigliera comunale di Bitonto - chiedono venga ufficialmente risolta.

La contesa territoriale

Essendo di fatto al centro dei due territori, l'edificio in stile romanico non ha una sua proprietà territoriale definita. Fino al 1928 rientrava nel territorio bitontino, dopo quella data la giurisdizione territoriale è passata a Santo Spirito, ma senza che ci sia un atto ufficiale a definirlo. Da qui la richiesta delle due consigliere di area Pd:

In qualità di amministratori locali del Comune di Bari e Bitonto chiediamo che venga accertata la territorialità del bene, nonché la sua natura giuridica di bene pubblico o privato

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"Intercettiamo i fondi per aprire la chiesa non solo nei giorni di culto"

La proposta di Noviello e Vaccaro, indirizzata alle istituzioni territoriali (Comuni di Bari e di Bitonto, Città Metropolitana e Regione Puglia) vuole anche rendere più accessibile l'importante patrimonio artistico della chiesa rurale. Al suo interno, infatti, vi sono antichissimi affreschi a tempera, tra cui una rappresentazione del 'Giudizio Universale', realizzato dal pittore Ruggero Bruno da Cosenza. Gli altri affreschi rappresentano poi scene commissionate da famiglie bitontine e modugnesi per manifestare pubblicamente la loro devozione: dalla Natività all'adorazione della Croce, passando per raffigurazioni dei Santi, visibili però solo due giorni all'anno.

Già, perché la chiesa viene aperta al pubblico solo il 25 marzo (il giorno dell’Annunciazione povera) e la domenica successiva alla Pasqua (il giorno dell'Annunciazione ricca), registrando anche un pienone di pellegrini che vengono a visitare la chiesa dell'Annunziata e a pregare, con un rito che si tramanda dal XIX secolo. La richiesta alle istituzioni è quindi quella di "intercettare fondi - spiega Noviello a BariToday - destinati alla rigenerazione alla ristrutturazione e conservazione dei beni culturali anche in collaborazione con enti esterni come il FAI". Finanziamenti che permetterebbero di rendere fruibile più spesso alla cittadinanza il tesoro architettonico, rendendolo un attrattore culturale non solo per i turisti (e vista la sua vicinanza all'aeroporto sarebbe facile da inserire anche in percorsi cicloturistici) ma anche per gli studenti. 

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