Scomparsa Pina Belli D'Elia, il cordoglio di Decaro: "Perdiamo una figura di rilievo del mondo culturale, accademico e artistico"

Il messaggio del presidente della Città metropolitana dopo la dipartita della docente universitaria, per 14 anni alla guida della Pinacoteca provinciale

"Con la scomparsa di Pina Belli D’Elia la città di Bari e la Puglia intera perdono una figura di rilievo del mondo culturale, accademico e artistico del nostro territorio". Ha voluto ricordare così il presidente della Città metropolitana e sindaco di Bari, la docente dell'Università ed esperta d'arte scomparsa nel week-end a 84 anni.

Il primo cittadino barese ha voluto ricordare il grande apporto dato dalla Belli D'Elia per lo sviluppo della Pinacoteca provinciale di Bari, che guidò dal 1974 al 1988: "Ne ha arricchito le collezioni e curato mostre che hanno avuto grande successo oltre i confini nazionali - spiega - determinando una 'sprovincializzazione' del nostro museo metropolitano che, oggi, grazie al lavoro proseguito da chi è venuta dopo lei, Clara Gelao, compete con le più prestigiose gallerie italiane". Ha poi voluto ricordare anche il marito della D'Elia - storico dell'arte a cui l’ex Provincia di Bari, qualche anno fa, ha anche intitolato la biblioteca d’arte annessa alla Pinacoteca - che, insieme a Pina ha contribuito "al recupero di un’identità artistica della nostra terra fatta di tesori invidiabili, ma che erano ancora poco noti".

Il ricordo di Michele Emiliano

“Pina Belli D’Elia è stata l’esempio di una Puglia che si è voluta aprire al mondo. Sarà indimenticabile la sua maniera di condurre una delle maggiori istituzioni culturali pugliesi, la Pinacoteca provinciale, da lei portata a livelli internazionali con l’allestimento di importanti mostre e l’acquisizione di opere di artisti che hanno contribuito a creare la forte identità di una regione che non è più stata periferia. La ricorderemo contribuendo a irrobustire la rete culturale che oggi è anche tra le basi di un turismo di qualità, che non dà l’assalto alle bellezze naturali ma che cerca autenticità e storia: ovvero, ciò che Pina Belli D’Elia ha conservato, ci ha mostrato e ci ha tramandato perché noi lo potessimo tramandare ai nostri nipoti”.

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