Ragazzi baresi e stranieri insieme tra sport ed integrazione: al via progetto per 50 giovani

Dal nuovo all'atletica fino alla capoeira: l'iniziativa è promossa da Comune e Coni Puglia. Le attività si svolgeranno in tre strutture del capoluogo regionale

Cinquanta giovani tra ragazzi stranieri ospiti dei centri d'accoglienza e baresi, prenderanno parte da domani 6 ottobre al progetto 'Sport e Integrazione', ideato da Coni Puglia in collaborazione con l'Assessorato al Welfare del Comune di Bari e numerose associazioni del territorio. L'iniziativa ha l'obiettivo di favorire l'inclusione sociale dei più giovani attraverso lo sport. I partecipanti saranno suddivisi in fasce d'età tra 14-17 anni e 18-23. Tante le discipline in cui potranno cimentarsi, dal nuoto all'atletica, fino alla capoeira. Le strutture dove si svolgeranno le attività saranno la piscina dell'Hotel Majesty e il campo Bellavista, a Japigia, ma anche il centro Arci Studio danza in corso Alcide De Gasperi.

“Il progetto - spiega il presidente del Coni Puglia Angelo Giliberto - mira a raggiungere degli obiettivi specifici nel breve periodo che abbiano ricadute positive nel medio-lungo termine. È ormai acclarato che l’attività sportiva è essenziale per la salute psico-fisica, ma non bisogna tralasciare le ripercussioni positive socio-educative, altrettanto fondamentali per il miglioramento della qualità della vita delle persone e delle comunità”.

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Per l’assessora al Welfare Francesca Bottalico si tratta di “un intervento non solo di carattere sportivo ma soprattutto di tipo culturale e a forte valenza sociale, vista anche la presenza di gruppi misti composti da ragazzi baresi e minori stranieri non accompagnati. Le attività, peraltro, sono state individuate dopo un attento ascolto dei loro desideri e a seguito di un’attenta valutazione delle discipline sportive in grado di permettere una rielaborazione dei loro vissuti, spesso traumatici per molti di loro. Mi riferisco in particolare al nuoto e all’inevitabile collegamento con il mare, attraversando il quale sono arrivati in Italia. Anche per questo sono stati scelti operatori e insegnanti con una preparazione pedagogica, che saranno supportati dagli educatori degli Sprar e delle comunità educative”.

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