Una vita per aiutare i giovani del quartiere Libertà, Bari intitola strada a Stefano Speranza

Ingegnere scomparso a soli 36 anni nel 1986, attivo nel rione al servizio dei ragazzi più poveri. La cerimonia è stata promossa dall'Unione ex allievi Don Bosco - Istituto Salesiano Redentore e dal Comune

Il Comune di Bari ha intitolato una strada del quartiere Libertà a Stefano Speranza, ingegnere scomparso a soli 36 anni nel 1986, attivo nel rione al servizio dei ragazzi più poveri. La cerimonia, promossa dall'Unione ex allievi Don Bosco - Istituto Salesiano Redentore e dal Comune, ha visto l'intitolazione di un tratto di strada di via Libertà, tra via don Bosco e via Scipione l'Africano. Alla cerimonia, alla presenza dei famigliari, sono intervenuti  l’assessore Giuseppe Galasso, il presidente del Municipio I Lorenzo Leonetti e l'ex consigliere comunale Massimo Maiorano. 

“È giusto che le strade e i muri della città portino il nome dei cittadini che hanno amato la comunità che ha attraversato questi luoghi – ha commentato l’assessore Galasso –. Stefano Speranza non ha solo amato questo quartiere e questa città, ma ha anche dedicato parte del suo tempo e della sua vita per far si che la comunità barese e del quartiere Libertà crescesse, investendo energie nella cura dei più piccoli e dei giovani, nel solco degli insegnamenti di Don Bosco e dello straordinario lavoro che i Salesiani portano avanti per le persone che vivono un momento di difficoltà sociale, economica e umana della nostra città”.

Speranza nacque a Bari il 5 luglio 1950. Dopo aver frequentato le elementari nella scuola Maria Josè, attualmente complesso Don Bosco, frequenta le scuole medie presso l’Istituto Giovanni Pascoli e il liceo scientifico allo Scacchi, sempre a Bari. Subito dopo la laurea, nonostante una malattia gravissima (la sclerosi a placche), che gli rende difficile ogni movimento e poi lo rende completamente immobile, svolge la professione di ingegnere alle dipendenze di una società per la quale è autore di progetti che vengono realizzati anche all’estero. Cresciuto nell’ambiente dell’Oratorio Salesiano di Bari, si fa promotore di iniziative nel quartiere Libertà di Bari, il suo quartiere, consentendo a ragazzi indigenti di superare le difficoltà della loro vita familiare e di inserirsi a pieno titolo nella vita sociale.  Promuove e mette su, nel quartiere Libertà, senza concorso di contributi di alcuna specie, un gruppo di ascolto per le famiglie, composto da giovani psicologi e volontari. Tutto questo mentre la malattia progredisce fino a renderlo immobile, costringendolo a comunicare con l’esterno solo attraverso il movimento delle palpebre.

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