Fischio, ronzio, sibilo nell'orecchio: potrebbe trattarsi di acufene!

Un rumore in una o in entrambe le orecchie, oppure nella testa, anche se dall’esterno non proviene alcun suono: ecco cosa sapere sull'acufene

Il nostro orecchio talvolta gioca brutti scherzi. Avete mai sentito parlare di acufene? Un sibilo, un ronzio, un fischio o un suono vivace o di campanello che solo chi ne soffre può avvertire nelle sue orecchie. L'acufene è appunto un disturbo uditivo che si manifesta come una sensazione acustica, nel dettaglio, la sensazione è quella di sentire dei suoni senza che questi siano realmente presenti nell’ambiente. Possono essere suoni di vario tipo come fischi, sibili oppure soffi e pulsazioni sincrone con il battito cardiaco. Sono dei rumori nell'orecchio e secondo dei dati forniti dal Ministero della Salute, in Italia, sono avvertiti dal 10-15% della popolazione. Per alcune persone ha un impatto enorme sul benessere della vita quotidiana, provocando stress, ansia, rabbia e disturbi del sonno.

Possiamo distinguere due tipologie di acufeni, scopriamoli. 

Acufeni soggettivi

Gli acufeni soggettivi possono comparire con quasi tutte le patologie che colpiscono le vie acustiche. Le patologie più diffuse sono quelle che comprendono una perdita di udito neurosensoriale, in particolare:

  • trauma acustico (perdita neurosensoriale dell'udito indotta da rumore);

  • presbiacusia (con l'invecchiamento);

  • farmaci ototossici;

  • malattia di Ménière.

Acufeni oggettivi

Gli acufeni oggettivi solitamente derivano da rumore prodotto da flusso vascolare, che provoca un suono udibile, pulsante, sincrono con il polso. Le cause comprendono:

  • turbolenza del flusso attraverso l'arteria carotide o la vena giugulare;

  • tumori dell'orecchio medio altamente vascolarizzati;

  • malformazioni arterovenose durali.

Le cause

In genere, è stato accertato come l'insorgenza di questo fenomeno possa legarsi a specifiche cause non necessariamente associabile a patologie gravi, tra cui:

  • l'insorgenza di deficit uditivi a carico dell’apparato uditivo, anche connessi con l’avanzamento dell’età anagrafica;

  • l'intossicazione farmacologica;

  • la prolungata permanenza ad esposizioni sonore valutate come dannose per l'udito, ovvero superiori agli 85 decibel.

Come riconoscere l'acufene?

Aspetto distintivo dell’acufene è la percezione individuale di una specifica tipologia di suoni. In altre parole solo il soggetto avverte, con frequenza puntuale o in forma continua e ininterrotta, una certa gamma sonora che comprende ronzii, tintinnii, fischi, fruscii, sibili da un orecchio o da entrambe le orecchie. Gli stessi non sono infatti prodotti da fonti esterne, ma provengono direttamente dall'interno dell’apparato uditivo.

Come rimediare?

Il primo passo nel percorso di identificazione e cura dell'acufene prevede la diagnosi da parte di uno specialista che possa proporre di avviare una serie di accertamenti, a partire dall'esame audiometrico. Alla base del fastidio possono esserci ragioni eterogenee, diverse da soggetto a soggetto, condizione che comporta la definizione di una terapia personalizzata, nella quale rientra anche la possibilità di ricorrere all'utilizzo di apparecchi acustici.

A chi rivolgersi a Bari, alcuni riferimenti: 

Esame audiometrico presso  il dipartimento di Otorinolaringoiatria della Clinica Santa Maria 

Esame audiometrico presso l'Otorinolaringoiatria Universitaria del Policlinico di Bari

Esame audiometrico presso l'Otorinolaringoiatra della Mater Dei

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