Alla scoperta di "Bari nostra"

Alla scoperta di "Bari nostra"

"Bari archeologica", un tesoro tutto da scoprire

Questa settimana PugliArte vi porta alla scoperta di "Bari Archeologica", un percorso che, attraverso i secoli, documenta le evidenze architettoniche e archeologiche che attestano la millenaria storia della nostra Bari e ci mostra i sotterranei dei più bei palazzi e delle chiese della città vecchia.

La visita inizia da Palazzo Simi. Il recupero edilizio e le indagini archeologiche nell’area sono stati svolti in momenti diversi, tra 1984 e il 2001. Da questi scavi sono emersi i resti di una chiesa che, come suggerito dai documenti d’archivio, era probabilmente dedicata a San Gregorio. Della chiesa rimane solo la parte presbiteriale, quella sacra, che conserva importanti affreschi figurati, rappresentanti i quattro Padri della Chiesa d’Oriente. I personaggi rappresentati, mancanti della parte superiore, hanno analogie stilistiche con gli affreschi che vedremo nella Cattedrale di San Sabino.
 
Per raggiungere la Cattedrale, uscendo da Palazzo Simi, ci si imbatte nell'Isolato 49, un nucleo abitativo che si presenta pressoché intatto. Qui è visibile un’ulteriore tipicità del patrimonio architettonico medievale barese: la cosiddetta “Casa Torre” sopravvissuta all’indiscriminato intervento di diradamento edilizio degli anni Trenta del secolo scorso. La “Casa Torre”, utilizzata anche a scopo difensivo, sorgeva sulla popolosa corte di Colagualano, dal nome del ricco proprietario.

La terza tappa ci porta in una delle più importanti chiese di Bari, nonché la più antica: la Cattedrale di San Sabino. La chiesa, come la conosciamo oggi, è il risultato della fusione delle varie chiese cattedrali che si 820763741271811-2sono succedute nel corso dei secoli dal V al XIII. In questo specifico itinerario, saranno prese in considerazione queste preesistenze, che si trovano nella zona ipogeica della cattedrale, cioè il “succorpo”. Finito di restaurare nel 2008, il succorpo conserva reperti e strutture di notevole valore storico-artistico e archeologico riferibili a quattro principali momenti storici della chiesa: la fase romana, la fase paleocristiana, la fase altomedievale e quella moderna. Suggestivo è il grande mosaico di Timoteo che vi stupirà, facendovi pensare “Ma siamo davvero a Bari?”

La quarta e ultima tappa porta ai resti della chiesa di Santa Maria del Buonconsiglio. Alle spalle di Piazza San Pietro, la nostra preziosa Città vecchia ci offre un altro saggio della sua antichità. Dopo aver percorso un dedalo di stradine tutte simili tra loro, ci si imbatte davanti a colonne e pilastri che, con la loro fisionomia, riportano alla mente quelle particolarità architettoniche tante volte ammirate a Roma. Si resta positivamente stupiti di fronte a questa piccola zona archeologica, che dà l’impressione di essere vegliata e preziosamente custodita dagli abitanti: i resti del pavimento in mosaico, i capitelli delle colonne, i pilastri, sembrano non aver subito alcun danno nonostante la loro esposizione all’aria e alle intemperie. Qui scopriremo la storia, davvero particolare, di questo piccolo ma importante documento di pietra della nostra Bari.

Se vi abbiamo incuriositi non vi resta, dunque, che unirvi a noi domenica 01 marzo ore 10.30 (appuntamento in largo Chiurlia). La prenotazione, obbligatoria, va fatta scrivendo a info@pugliarte.it o chiamando il 3403394708. Costo biglietto: 10 euro comprensivo del biglietto d'ingresso al succorpo (3 euro).

Per ulteriori informazioni sulle nostre visite in programma per i prossimi mesi, visitate il nostro sito www.pugliarte.it o la nostra pagina facebook cercando PugliArte Bari.

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Un viaggio tra arte, storia e cultura, a cura dell'associazione PugliArte, per conoscere la città e scoprirne anche gli angoli più nascosti e le leggende più affascinanti

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