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Coop Estense in crisi, nel piano di rilancio mobilità per 200 lavoratori

In Puglia persi 50 milioni di euro negli ultimi cinque anni: il piano del gruppo presentato oggi a Bari dal presidente Zucchelli
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Commenti (4)

  • Avatar anonimo di erol
    erol

    non capisco come mai vogliono dare all'esterno la vendita del pesce anche nella citta di Matera, visto che i dipendenti percepiscono ogni mese il premio per le vendite, vorrei saperlo.

  • son convinto che questo grosso problema che sta riguardando la nostra bella Italia permetterà a questo grande colosso di Coop Estense a rialzarsi e dare alla popolazione pugliese ed in particolare ai suoi dipendenti che con passione e grande tenacia magari contribuendo sotto forma di grandi consumatori riavvino la ripresa e la fiducia dei nostri soci a non fare scelte diverse. Qualità e simpatia sono gli elementi principali della nostra Coop.

    • Avatar anonimo di luigi apollonio
      luigi apollonio

      Purtroppo, ahimè, invece le cose stanno un po' diversamente ad oggi. Coop Estense insiste con l'esternalizzazione dei servizi  e con la mobilità per 147 lavoratori i quali, pur di venire incontro all'azienda, hanno accettato riduzioni dell condizioni economiche previste nei contratti @#?*%$vi. Inoltre il bilancio di Coop Estense non è affatto in perdita. Coop Estense ha chiuso l'ultimo bilancio con un attivo di 9milioni di euro. I motivi di una tale riorganizzazione industriale possono essere molteplici e non solo esclusivamente legati alla questione economica. Ad esempio potrebbe essere un modo per licenziare e riassumere con le nuove regole del obs act, o in alternativsa potrebbe essere una manovra utile a portare avanti la fusione con Coop Adriatica. In entrambi i casi si tratta del solito, squallido, metodo. Scaricare sui lavoratori i costi dei propri investimenti falliti e i costi delle strategie aziendali. E mi fa specie che questi atteggiamenti provengano da una coop a marchio "etico"

  • Avatar anonimo di Vin
    Vin

    E ci risiamo. Puntualmente un grande colosso della distribuzione dichiara di essere in crisi. Licenziamenti, mobilità, contratti di solidarietà sono termini ormai utilizzati solo per "spaventare" i lavoratori e i governi per avere i soldi. Non solo pagano meno imposte di tutti (visto che sono cooperative), pagano i dipendenti in maniera misera, decidono loro se stare aperti di domenica anche se c'è una legge che lo vieta, si prendono il lusso di dichiararsi in crisi perenne. Stupidi a chi ci crede a queste cretinate. Se non ce la fate chiudete e date spazio all'imprenditoria locale, quella più piccola che ha sempre saputo portare avanti l'economia.

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