Detenuto aggredisce agenti di polizia penitenziaria nel carcere di Bari: "Prognosi di 24, 7 e 4 giorni"

La denuncia del sindacato Sappe: "Gli agenti sono costretti a porre in essere una difesa passiva, per evitare denunce per violenza"

Nuova aggressione a un agente di polizia penitenziaria del carcere di Bari. A denunciarlo è il sindacato Sappe, che fornisce una ricostruzione dei fatti avvenuti nel pomeriggio di ieri: "Verso le ore 18 - spiegano - un detenuto di origini georgiane di circa 40 anni, appena giunto nel carcere di Bari proveniente da Foggia, rivolgendosi all’ispettore responsabile senza alcun motivo, gli sferrava un pugno che fortunatamente non lo colpiva in pieno volto".

L'uomo era in carcere per furti in appartamento e faceva parte di una banda che si era specializzata in questa tipologia di reato. L'aggressione, secondo il sindacato, non sarebbe finita qui: "Nella colluttazione che ne è seguita per bloccare il detenuto - aggiungono - sono rimasti coinvolti altri due agenti che subito dopo hanno dovuto far ricorso alle cure del pronto soccorso con prognosi di 25, 7 e 4 giorni". Già nel carcere di Foggia l'uomo sarebbe stato protagonista di un episodio simile.

"Purtroppo questo ennesimo episodio di violenza la dice lunga sullo stato delle carceri pugliesi diventate ormai un contenitore di violenza e degrado - denunciano dal Sappe - Ormai la prepotenza, l’arroganza, l’insofferenza dei detenuti al rispetto delle norme che regolano la vita all’interno delle carceri diventa sempre più evidente e preoccupante, e nonostante ciò non si prendono provvedimenti". Il sindacato autonomo di polizia penitenziaria già il 5 novembre scorso aveva manifestato a Bari in occasione della presenza del capo del DAP Basentini, a cui ha chiesto aiuto visti "gli sconfortanti numeri delle carceri della regione Puglia con 3600 detenuti con 2300 posti e con almeno 500 agenti diminuiti negli ultimi 15 anni - dichiarano in una nota -  Peraltro i poliziotti hanno le mani legate pure per difendersi in quanto i detenuti hanno la licenza di “picchiare”, dimenarsi, aggredire senza alcun limite, mentre loro sono obbligati a porre in essere una difesa passiva, tesa a cercare di contenerli poiché non li possono toccare nemmeno con un dito, altrimenti scattano denunce per violenza"

Il sindacato chiede chiede nuovamente che anche ai poliziotti penitenziari, così come alle forze dell’ordine, vengano date in dotazioni gli spray urticanti o i TASER (le pistole elettriche) da utiizzare come deterrente, per potersi difendersi dalle aggressioni che ogni giorno che passa diventano sempre più numerose e violente.

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