Sciogliere il nodo ferroviario per 'liberare' Santo Spirito e Palese: "Nuovo tracciato pronto tra sei anni"

Confronto tra Rfi, Comune e cittadini del Municipio V: prende quota l'ipotesi di bypassare i due centri abitati con una nuova linea. La vecchia potrebbe essere riutilizzata per i treni locali o il tram del mare

Ridisegnare la quotidianità di Palese, Santo Spirito e dei quartieri a nord di Bari completando un progetto atteso da decenni. Lo 'scioglimento' di uno dei due nodi ferroviari del capoluogo (l'altro è a sud) potrebbe avvenire tra 5-6 anni, in attesa di completare l'iter burocratico e i lavori. Per ora si continua a trattare e a confrontarsi, per andare incontro, il più possibile, alle esigenze della cittadinanza. Ieri pomeriggio, a Palese, nella parrocchia di San Michele Arcangelo, il sindaco Antonio Decaro e i rappresentanti di Rfi hanno incontrato gli abitanti del Municipio V e i consiglieri locali per fare il punto.

Il nuovo tracciato seguirà la Statale 16

Tra slide e spiegazioni sono state presentati gli studi di prefattibilità tra cui verrà selezionato quello sulla quale poi basare le ulteriori fasi di ideazione del riassetto dei binari. Le ipotesi prevedono l'aggiramento dell'attuale tracciato, ma anche l'interramento parziale, idee gradite ad Rfi condivise anche con il Comune. Nell'incontro di ieri è stato illustrato anche il lavoro di ottimizzazione dello studio che consentirà ai treni di viaggiare fino a 200 km all'ora prevedendo una nuova stazione a 4 binari, più decentrata rispetto agli attuali abitati, e un tracciato a sud della Statale 16 realizzato in trincea per ridurre il più possibile l'impatto con gli svincoli esistenti. Il corridoio accanto alla Tangenziale passerebbe anche per l'attuale aeroporto militare. Il progetto avrebbe costi inferiori e presenterebbe limitati disagi per il suo completamento, visibili solo al momento dell'aggancio della nuova linea con i due 'estremi' del nodo ferroviario nord.

Il rendering del progetto: stazione-hub tra San Pio e Catino

I cittadini: "Meglio non spostare treni locali in periferia"

Accantonata, dunque la proposta di un lungo e unico tunnel, non solo perchè poco praticabile (avrebbe richiesto lo stop alla circolazione dei treni), ma anche perchè nelle intenzioni di Palazzo di Città, c'è in mente il 'tram' del mare che possa collegare la zona nord della città a quella sud, una dorsale con un impatto potenzialmente importante per il trasporto pubblico di Bari. Tutto, però, dipenderà da come utilizzare l'attuale linea, in relazione a quella nuova: quest'ultima potrebbe essere adoperata solo per i treni a lunga percorrenza e il trasporto merci, lasciando l'altra per quelli locali. La soluzione piace ai residenti poichè le stazioni di Santo Spirito e Palese sono nevralgiche per la vita quotidiana delle comunità: "Sono equidistanti da tutto - spiega Elietta Noviello (Pd), consigliera del Municipio V -, in pochi minuti possiamo raggiungere qualsiasi luogo, anche a piedi. La maggior parte della cittadinanza preferirebbe che i treni locali non vengano spostati in stazioni più lontane". In quest'ottica bisognerà quindi ripensare il tracciato attualmente utilizzato: nel caso si debba riconvertirlo per il tram del mare, sarà notevolmente meno impattante.

"In sei mesi si potrà completare progettazione preliminare"

Nell'ipotesi che resti per i treni locali, invece, si dovrà lavorare sui passaggi a livello e sui sottopassi: "Dal punto di vista della sicurezza - spiega il presidente del Consiglio comunale, Michelangelo Cavone - bisogna tenere presente che si va verso l'eliminazione di questi incroci. Chiaramente, dovessero rimanere attivi per i convogli locali, i tempi di attesa saranno notevolmente ridotti. Sarà importante proseguire nel percorso di condivisione con i cittadini. Chi vive lì è condizionato ed esasperato dal continuo passaggio dei treni". Cavone è ottimista per la realizzazione dell' intera opera: "Stavolta - afferma - c'è una convergenza con Fs, che ha necessità di intensificare il traffico e aumentare la velocità, e con gli interessi della comunità". Nei prossimi mesi vi saranno ulteriori incontri con gli abitanti, per andare avanti e intercettare ulteriori proposte. L'obiettivo è di arrivare in 6 mesi al completamento della progettazione preliminare. Il passo successivo sarà l'appalto integrato definitivo-esecutivo che Rfi bandirà. I cantieri potrebbero vedere la luce nel 2020 con il completamento previsto nel 2024. Il conto alla rovescia potrebbe essere iniziato per davvero.

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