Niente pallone in piazza. Bufera su Bitetto per l’ordinanza “anti-gioco”

Cambia il sindaco, ma il provvedimento rimane lì nonostante le critiche dei cittadini. Le multe per i bambini trasgressori vanno da 25 a 500 euro

E’ la città del Beato Giacomo, il frate il cui corpo giace pressoché intatto all’interno della chiesa a lui dedicata. Ma ora rischia di salire all'onore delle cronache anche per essere il Comune che vieta di giocare a pallone in strada. Parliamo di Bitetto, città a pochi chilometri da Bari, che ha licenziato un’ordinanza severa nei confronti di quei ragazzi che decidono di trascorrere il loro tempo inseguendo un pallone. Il provvedimento fu emesso dall’ex sindaco Giovanni Iacovelli (Pd). Oggi il primo cittadino è Stefano Occhiogrosso (PdL) e quel provvedimento non è stato mai cancellato, segno della trasversalità di vedute rispetto al “problema”.

Il Comune obbliga a giocare solo con palloni di pezza, di piuma o di spugna. Ogni altra sfera è oggetto di sanzione che può oscillare da un minimo di 25 ad un massimo di 500 euro.

Il caso non è nuovo. Già nell’ottobre del 2012, infatti, si creò un certo scontento nella cittadinanza a causa dell’invio di numerose multe nei confronti dei genitori di diversi bambini. A quanto pare la situazione non è cambiata e ora Bitetto si sta guadagnando il triste primato di città severa nei confronti di quello che, a suo modo, è un tratto distintivo del mezzogiorno e cioè le partite di calcio dei bambini sulle piazze.

“Il sindaco non c’è, altro non vi so dire”, rispondono alcuni funzionari al telefono.  Bocche cucite e la sensazione strisciante che la viralità con cui la notizia sta per essere diffusa possa danneggiare la città. Intanto il sindaco di Bari Michele Emiliano ha chiarito che Bari non potrà mai adottare una ordinanza simile, perché il “gioco è un diritto inviolabile dei bambini”. “Può essere esercitato ovunque tranne che sulle carreggiate stradali perché vietato dal Codice della Strada”. Del resto senza le famigerate partitelle in piazza giocatori come Antonio Cassano o i fratelli Loseto (tanto per rimanere su Bari) non sarebbero mai nati. Senza dimenticare che quel gioco ha formato alla vita numerosi ragazzi che non potevano permettersi altro svago se non una partitella con amici. A Bitetto si aspetta una risposta da parte del sindaco. E chissà che il Beato Giacomo non faccia questo piccolo miracolo: convincere che non sarà un super santos a rovinare le giornate dei bitettesi.

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