Bitritto, tenta di estorcere denaro a imprenditore edile: un arresto

In manette un uomo ritenuto vicino al clan Di Cosola: dopo aver chiesto una somma all'imprenditore, lo aveva obbligato a sospendere i lavori fino a quando non avrebbe pagato

Niente lavori nel cantiere fino a quando l'imprenditore taglieggiato non avrebbe accettato di pagare il pizzo. In manette, con l'accusa di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso, in concorso con altri individui non identificati, è finito il 34enne Armando Battaglia, con precedenti, ritenuto vicino al clan Di Cosola. L'uomo è stato arrestato questa mattina dalla polizia.

LA DENUNCIA E LE INDAGINI LAMPO - Le indagini sono partite nei primi giorni di giugno, quando il responsabile di un'impresa edile di Bitonto denuncia di aver subito una richiesta estorsiva nel cantiere avviato da pochi giorni a Bitritto. In particolare - riferisce l'imprenditore - il 34enne, poi arrestato, si era presentato sul cantiere  in compagnia di altri soggetti chiedendo la cifra di duemila euro per permettergli di lavorare, minacciandolo di gravi ritorsioni personali nel caso non avesse accettato ed intimandogli, inoltre, di chiudere immediatamente il cantiere. L'imprenditore aveva così chiuso il cantiere per una settimana, ma il giorno della riapertura l'estorsore si era ripresentato, rinnovando al richiesta di denaro e minacciando di morte la vittima. Di fronte alle nuove e più gravi minacce, l'imprenditore ha così deciso di denunciare l'accaduto, fornendo i particolari che, con i riscontri dell’attività investigativa, hanno consentito all’Autorità giudiziaria di emettere il provvedimento cautelare.

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