San Girolamo, estorsioni ai commercianti: quattro arresti nel clan Lorusso

Blitz nella notte: gli agenti della Mobile hanno arrestato presunti appartenenti al clan eseguendo un'ordinanza emessa dal Gip su richiesta della Dda. Tra i reati contestati, a vario titolo, associazione per delinquere di stampo mafioso, estorsioni e vendita di droga

Chiedevano il pizzo ai commercianti di San Girolamo, minacciandoli per costringerli a pagare. In alcuni casi, si prendevano 'il dovuto' facendo la spesa gratis in supermercati e macellerie. Ma sono state proprio le denunce delle vittime a far scattare le indagini, e poi gli arresti. In manette, nel blitz compiuto nella notte dagli agenti della Squadra Mobile di Bari, sono finite quattro persone, ritenute affiliate al clan Lorusso e accusate, a vario titolo, di associazione per delinquere di tipo mafioso finalizzata alla commissione di estorsioni, detenzione e porto di armi da fuoco comuni e da guerra  e detenzione, ai fini della commercializzazione, di sostanze stupefacenti.

Si tratta di Umberto Lorusso, 36 anni, già agli arresti domiciliari, ritenuto a capo dell'omonimo clan, di suo fratello Saverio, 36 anni, di Giacomo Pappagallo, 24 anni e di Umberto Loseto, 38 anni, rintracciato e arrestato a Concorezzo (MB), quest'ultimo ritenuto 'l'armiere' del clan e colui che procurava la droga - prevalentemente hashish - per rifornire le piazze dello spaccio.

"Con l'operazione di oggi - ha sottolineato il capo della Squadra Mobile di Bari, Luigi Rinella - abbiamo definitivamente disarticolato il clan Lorusso del quartiere San Girolamo". Un'operazione, ha rimarcato bindi (3)-3Rinella, che rappresenta un "impegno mantenuto" nei confronti dei commercianti del quartiere, che nonostante i timori e le paure di ritorsioni, si erano alla fine decisi a denunciare. "Il nostro appello - ha detto ancora Rinella - è proprio questo - chi sa parli, chi ha voglia di collaborare, perchè, come dimostra questo caso, la reazione di contrasto può essere efficace e rapida".

IL VIDEO DEL BLITZ

Erano state proprio le testimonianze dei commercianti - inizialmente venti, a cui poi se ne sono aggiunti altri - a condurre, ad ottobre 2013, al primo blitz della Squadra Mobile, che aveva portato in carcere quattro persone. Due degli arrestati hanno poi deciso di collaborare, dando un ulteriore importante apporto alle indagini, e permettendo anche di far luce su numerosi fatti di sangue - sparatorie, omicidi, tentati omicidi - che hanno segnato il quartiere negli ultimi due anni.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, infatti, le estorsioni rappresentavano per il clan Lorusso il "grande passo" per assicurarsi il controllo del territorio - non solo San Girolamo, ma anche i rioni di Fesca e San Cataldo - a scapito del gruppo rivale, quello dei Campanale, articolazione del clan Strisciuglio. E così, ad agosto 2013, dopo l'uccisione di Felice Campanale e l'arresto del figlio, il boss Leonardo Campanale, gli affiliati al clan Lorusso avevano cominciato a spingere anche sul 'business' delle estorsioni.

Nel corso delle indagini, basate anche sulle testimonianze dei due collaboratori di giustizia (componenti del clan, ma non colpiti dall'ordinanza di custodia cautelare proprio in ragione della scelta di collaborare), sono state eseguite delle perquisizioni che hanno consentito agli investigatori di recuperare anche numerose armi in possesso del gruppo.

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