Calcioscommesse, Bellavista torna libero: "Ma la gente mi ha già condannato"

L'ex capitano biancorosso torna libero ma con l'obbligo di dimora nella Provincia di Bari. Il calciatore in un'intervista a TgNorba24: "Sono finito in questa faccenda per aver incontrato una persona sbagliata"

Ad un mese e mezzo dall'arresto per il coinvolgimento nell'inchiesta sul calcioscommesse, l'ex capitano del Bari Antonio bellavista torna in libertà. La decisione è stata annunciata ieri dal gip di Cremona, che già il 16 giugno scorso aveva concesso al calciatore gli arresti domiciliari.

L'OBBLIGO DI DIMORA - Bellavista però sarà comunque sottoposto all'obbligo di dimora nella provincia di Bari,  e una volta alla settimana dovrà presentarsi alla polizia giudiziaria. Una decisione immotivata, secondo il legale del calciatore, l'avvocato Massimo Roberto Chiusolo: "E' una decisione che non ci soddisfa minimamente - ha dichiarato l'avv. Chiusolo - che impugneremo dinanzi il Tribunale della Libertà di Brescia immediatamente. Non è davvero apprezzabile alcuna esigenza cautelare a carico di Bellavista e le misure irrogate sono davvero paradossali. A ciò deve aggiungersi un evidente errore tecnico giuridico del gip, che ha applicato contemporaneamente due misure cautelari, nonostante ciò sia pacificamente vietato".

Per il legale "ancora più incomprensibile" risulta essere poi il parere negativo del pm alla richiesta piena di scarcerazione. "Confidiamo nel Tribunale della Libertà - ha aggiunto il difensore - dinanzi al quale prospetteremo varie questioni, prima tra tutte quella afferente l'utilizzabilità o meno degli esiti delle intercettazioni telefoniche poste a fondamento della misura cautelare". Antonio Bellavista è apparso rinfrancato per il suo ritorno in libertà: "Ora inizia - ha detto - la lunga partita tesa a dimostrare la mia innocenza: è un match che sono convinto che vincerò perché sono innocente".

L'INTERVISTA A TGNORBA24 - Intanto il calciatore, a poche dalla scarcerazione, ha rilasciato un'intervista in esclusiva a Tgnorba24 per commentare la sua vicenda. "Sono finito in questa storia del Calcioscommesse - ha dichiarato il calciatore - perché ho conosciuto una persona sbagliata, Massimo Erodiani, che cercava di organizzare più che altro truffe e da cui pensavo di poter avere delle dritte per giocate sicure".

Bellavista ha ammesso di avere sempre avuto il vizio delle scommesse, iniziate con piccole somme divenute via via sempre più importanti. "Mi sono trovato in carcere, in una cella di pochi metri quadrati - ha detto - avendo perso un bel po' di soldi. In quella cella ho pensato al peggio". Bellavista ha inoltre respinto l'accusa di affiliazione a clan mafiosi, di cui sostiene di non aver mai fatto parte. "Gli zingari investono su partite truccate - ha detto - esattamente come il gruppo di Bologna, ma non erano loro a finanziarmi, investivo risorse mie. Con i tesserati del Bari non ho mai avuto contatti, come dimostreranno le indagini della magistratura e secondo me Paoloni si è inventato il personaggio Corvia, anche se tutto può essere…".

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"La gente mi ha già condannato - ha concluso Bellavista - anche se penso che sarò assolto dalla magistratura ordinaria. Il processo ai miei danni si è già consumato".
 

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