Operai morirono per le esalazioni di acido, processo da rifare: la Cassazione annulla la sentenza

L'episodio avvenne nel 2008: persero la vita il titolare e quattro dipendenti dell'azienda 'Truck center' di Molfetta. In Appello gli imputati furono assolti

La sede della Truck center di Molfetta

Annullata in Cassazione la sentenza di assoluzione per gli imputati del processo sulla tragedia del 'Truck center', l'azienda di Molfetta dove il 3 marzo del 2008 morirono il titolare e quattro dipendenti. I giudici della Suprema Corte hanno infatti rinviato alla Corte di Appello, come spiegato dalla Gazzetta del Mezzogiorno, la sentenza con cui il 19 luglio di due anni furono scagionati per 'non aver commesso il fatto' la maggior parte degli imputati del processo, mentre per nove persone accusate di omicidio colposo il reato fu prescritto. Venerdì sera gli ermellini hanno accolto l'istanza  del procuratore generale, anche se ancora non se ne conoscono le motivazioni.

I fatti

Nel tragico incidente persero la vita il titolare dell'azienda, il 64enne Vincenzo Altomare, gli operai Luigi Farinola (37 anni), Guglielmo Mangano (44 anni), Michele Tasca (19 anni), e l’autotrasportatore Biagio Sciancalepore, di 24 anni. A causare il decesso furono le esalazioni di acido solfidrico da una cisterna utilizzata per il trasporto dello zolfo.

"Giustizia per le vittime": lo spot con Caparezza

L’indagine sulla Truck Center di Molfetta, coordinata dalla Procura di Trani, diede avvio a diversi procedimenti penali. Il primo processo riguardava i dirigenti della Fs Logistica, proprietaria della cisterna, Alessandro Buonopane e Mario Castaldo, e Pasquale Campanile, dirigente della società «La 5 Biotrans», incaricata del trasporto della cisterna alla Truck Center. In primo grado, il 26 ottobre 2009, i tre furono condannati alla pena di 4 anni di reclusione dal Tribunale Monocratico di Trani. Il secondo processo - poi riunito all’altro in Appello, - vedeva coinvolti dirigenti e dipendenti della Nuova Solmine di Grosseto, l’azienda in cui la cisterna venne svuotata dello zolfo liquido caricato all’Eni di Taranto e poi ripartita vuota verso la Puglia. In primo grado, l’11 luglio 2014, il Tribunale di Molfetta condannò alla pena di 2 anni e 9 mesi di reclusione l’ad Ottorino Lolini, il presidente Luigi Mansi, il direttore dello stabilimento Giuliano Balestri e i dipendenti Gabriele Pazzagli e Mauro Panichi.

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