Cittadella della Giustizia, la Commissione europea riapre il caso

Al vaglio dell'Ue il ricorso presentato dall'amministrazione comunale contro lo Stato italiano per la sentenza che obbligava il Comune a stipulare l'accordo con l'impresa Pizzarotti

Il progetto della Cittadella della Giustizia in zona stadio San Nicola

La Cittadella della Giustizia di Bari diventa un caso europeo. Secondo quanto comunicato al sindaco nel mese di agosto, sarà la stessa Commissione europea, Direzione Generale Mercato Interno e Servizi, ad occuparsi di esaminare il ricorso presentato dall'Amministrazione comunale contro lo Stato Italiano per violazione del diritto comunitario nell'ambito della vicenda Pizzarotti.

LE SENTENZE DEL CONSIGLIO DI STATO - La decisione di presentare ricorso era stata presa dal Comune in seguito alle varie pronunce del Consiglio di Stato, che di fatto obbligano l'amministrazione comunale a stipulare con l'impresa Pizzarotti un contratto (valore stimato 100 milioni di euro) per la realizzazione della Cittadella della Giustizia.

LA POSIZIONE DEL COMUNE - Secondo il comune, però, la posizione espressa dal consiglio di Stato, che rende necessaria tra l'altro una variante urbanistica al Prg nell'interesse di un privato (l'area individuata dovrà infatti essere trasformata da agricola in edificabile oper consentire alla Pizzarotti di costruire) rappresenterebbe una grave violazione delle norme comunitarie in materia di concorrenza. Con l'intervento della Commissione europea, formalmente comunicato all'Amministrazione comunale da agosto, il Comune si potrà rivolgere alla Corte di Giustizia europea.  

LE DICHIARAZIONI DEL SINDACO - “Di fronte all’incredibile conclusione giudiziaria della vicenda Pizzarotti – ha dichiarato il sindaco Emiliano - che attraverso una sentenza del Consiglio di Stato è riuscita, per la prima volta nella storia d’Italia, ad ottenere l’aggiudicazione di un’opera pubblica e di un contratto di affitto e global service per decine e decine milioni di euro, senza l’indizione di una gara pubblica europea e, dunque, in violazione delle più elementari regole della concorrenza, la decisione del governo europeo mi restituisce fiducia nella giustizia e nelle istituzioni. So che si tratta di un cammino ancora lungo e difficile, nel quale le lobby in campo non mancheranno di agire, ma per come la vicenda si è sviluppata, oggi sono comunque ottimista sul fatto che in Europa esistono istituzioni capaci di intervenire sulle gravi mancanze del sistema giudiziario italiano. In ogni caso sono orgoglioso che la Città di Bari abbia sin qui lottato senza paura nei confronti di gruppi di pressione potentissimi che dispongono di mezzi e di risorse senza limite. La nostra resistenza a tutela del principio della legalità continuerà senza esitazioni”.

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