Bari 'spartita' tra 11 clan, la mappa della malavita in città e in provincia: "Panorama in continua evoluzione"

Pubblicata la relazione della Direzione Investigativa Antimafia, realizzata sui dati del primo semestre 2019. Le mani dei gruppi baresi anche nei comuni limitrofi

Undici clan, con i relativi sottogruppi criminosi e alleati, si spartiscono gli affari illeciti nella città di Bari, per un panorama "estremamente frammentato, dinamico e variegato" in cui i sodalizi "seppur privi di una visione strategica unitaria e di un organo verticistico condiviso, risultano capaci di evolversi e di insinuarsi nei centri nevralgici del tessuto economico e criminale" tra cui gioco d''azzardo e scommesse online: è quanto emerge dal rapporto della Direzione Investigativa Antimafia sul crimine in Italia, nel primo semestre del 2019. 

La situazione vede, come tradizione, i quartieri suddivisi tra le sedi 'operative' dei vari clan. L'elenco è lungo e variegato: i Capriati sono attivi nel Borgo Antico, a San Girolamo e Fesca Gli Strisciuglio, invece, hanno base nei quartieri Nord con una fitta rete di gruppi 'alleati' tra cui i Caldarola (Libertà), Campanale (San Girolamo e Fesca), Ruta-Telegrafo (San Paolo), Faccilongo (San Pio), Miloni (Borgo Antico), Valentino (Carbonara). La compagine dei Misceo, staccatasi ormai da tempo dagi Strisciuglio, opera sempre nel quartiere San Paolo. Scorrendo la mappa, troviamo i Parisi-Palermiti (Japigia), Mercante-Diomede (Carrassi, San Pasquale, San Paolo, Poggiofranco, Libertà), i Lorusso (San Girolamo, Fesca, Libertà, San Pasquale, i Fiore-Risoli (Carrassi, Poggiofranco e San Pasquale), gli Anemolo (Poggiofranco), i Velluto (Carrassi, Picone, San Pasquale), i Di Cosimo-Rafaschierin(Madoinnella), e i Di Cosola (Carbonara, Ceglie e Loseto).

La Dia spiega che "nella ricerca di supremazia, spesso fonte di contrasti tra clan antagonisti, continua a preoccupare il fenomeno della cooptazione delle giovani leve, anche minorenni, che vanno ad ingrossare le fila dei clan, desiderose di dar prova delle loro capacità delinquenziali. I consanguinei, figli e nipoti di camorristi detenuti, in attesa di assurgere al più ambìto titolo di uomini d’onore, nel momento in cui vengono investiti di compiti di rilievo all’interno del clan, prendono il nome di giovani d’onore".  La criminalità organizzata barese, inoltre,"si dimostra - è scritto nel dossier - sempre pronta a stringere alleanze anche con le omologhe organizzazioni straniere (soprattutto albanesi), stipulando accordi. Significativa, al riguardo, la sentenza emessa a seguito dell’operazione “Shefi”, condotta dalla DIA nel marzo 2018. I risultati delle indagini hanno permesso di raccogliere gravi indizi di colpevolezza a carico di cittadini italiani ed albanesi appartenenti a due distinte organizzazioni criminali con ramificazioni in Abruzzo, Campania, Calabria e Sicilia, entrambe legate da una comunanza di interessi sia con le organizzazioni delinquenziali pugliesi che con quelle stanziate in Albania, deputate alla produzione, al confezionamento, allo smistamento al trasferimento dello stupefacente sull’asse Albania-Puglia".

Nel dettaglio, però, la geografia dei clan è in movimento: "Il clan Parisi - spiega la Dia -  vede minacciata la propria egemonia nelle zone d’influenza (sud-est della provincia di Bari), oltre che dalle sfiancanti lotte interne di potere con il clan PALERMITI anche dalla sete di conquista di altri gruppi delinquenziali che tentano di acquisire importanti porzioni di territorio. Tale assunto trova conferma nei recenti, forti contrasti insorti nel quartiere Madonnella per il tentativo di scalata criminale da parte di elementi emergenti facenti capo alla frangia scissionista del sodalizio Di Cosimo -Rafaschieri, vicina al clan Strisciuglio". Gli investigartori, però, ritengono che i Parisi possano aver spostato i loro 'affari' in settori più sofisticati come il riciclaggio e "l’acquisizione attraverso prestanome di società e imprese apparentemente pulite e le scommesse on-line".  ltri clan, invece, operano su campi più tradizionali: gli Strisciuglio, ad esempio, si sono estesi nei quartieri Libertà, Stanic, San Paolo, San Girolamo, Palese, Santo Spirito, San Pio, Enziteto-Catino e Carbonara, agendo nella gestione del traffico di droga, ma anche tra usura, ricettazione ed estorsioni continuando a manifestare forti mire espansionistiche anche nelle aree limitrofe. Il gruppo è alleato dei TTelegrafo, avversari dei Mercante, questi ultimi alleati dei Capriati. In contrasto con Diomede, invece, è il clan Fiore Risoli che, sotto l'egida dei Parisi opera a Carrassi e San Pasquale in collaborazione con i Velluto

La mappa dei clan della provincia

Anche in provincia non mancano il dinamismo criminale ma anche la 'convivenza' pacifica in nome di affari comuni. Sono numerosi i clan del capoluogo che hanno ramificazioni nei centri del Barese: "A Modugno - spiega la Dia -  oltre alle due propaggini del clan Diomede e Capriati, si registrano influenze da parte di un elemento affiliato al clan Strisciuglio , e la presenza di una nutrita comunità di cittadini albanesi dediti per lo più al traffico di droga" Nei comuni del nord barese, invece, "la presenza di gruppi criminali collegati tra di loro e riconducibili agli alleati clan Capriati e Mercante- Diomede non esclude, tuttavia, il radicamento sugli stessi territori di altre strutture criminali". Sul territorio di Terlizzi si registra la presenza del gruppo Dello Russo, collegato ad elementi della criminalità andriese, mentre a Giovinazzo operano i Di Cosola

mappa clan provincia bari 2019-2

L'attività delle Forze dell'Ordine si è concentrata su Bitonto, dove si è assistito all'escalation di violenza tra i Cipriano e i Conte (questi ultimi legati ai Capriati): "Nel corso del semestr - si legge ancoira nella relazione -  la strategia espansionistica della criminalità organizzata barese si è evidenziata anche verso aree più decentrate come, ad esempio, nei comuni del sud-barese, dove la campagna di colonizzazione del clan Capriati è stata favorita dall’arretramento di altri gruppi storici (Di Cosola e Stramaglia in primis)". Sempre nell’area a sud del capoluogo, precisamente nel comune di Noicattaro, si registra la presenza di esponenti di rilievo affiliati al clan Parisi, nonché quella di referenti del clan Misceo. Nel comprensorio dei comuni di Monopoli e Polignano a Mare si profila la possibilità di un contrasto fra i gruppi operanti per i tentativi di espansione ed il controllo delle rispettive zone di influenza. Analoga situazione è presente nell’area di Rutigliano.

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