Controlli anti-movida, riunione del Comitato Sicurezza. Decaro: "Non trattare i ragazzi come untori"

L'incontro si è svolto in videoconferenza: stretta sul distanziamento sociale e più controlli sulle mascherine. Il primo cittadino: "Mi appello ai genitori dei giovani"

"Io sono convinto che i ragazzi, che ad oggi possono uscire di casa e incontrare altri amici, vadano responsabilizzati, non colpevolizzati o peggio ancora additati come untori": lo ha affermato il sindaco di Bari, Antonio Decaro, al termine della riunione in videoconferenza del Comitato provinciale per l'Ordine e la Sicurezza, svoltasi questa mattina per fare il punto sui controlli antiassembramenti nei luoghi della 'movida'.  All'incontro, presieduto dal prefetto Antonella Bellomo, hanno preso parte anche il questore  i Comandanti provinciali dell'Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza. Il piano coordinato di controllo del territorio è stato rimodulato dando seguito alle indicazioni contenute nelle circolari del Ministero dell’Interno e del Capo della Polizia e raccogliendo le preoccupazioni espresse anche dal sindaco Decaro per la presenza di numerosi gruppi di persone, registrata nel Capoluogo barese, nelle piazze e dinanzi ai bar, pub e ristoranti, dopo l’allentamento delle misure dettate dal lockdown e l’inizio della fase 2.

L’obiettivo è quello di imprimere maggiormente sul senso di responsabilità nell’uso delle mascherine e nel mantenere le distanze interpersonali indicate nelle disposizioni anticontagio da Covid – 19, intervenendo con le previste sanzioni amministrative in
presenza di comportamenti pervicacemente intemperanti. I controlli, che interesseranno l’intera provincia, saranno sempre più stringenti nelle ore serali e notturne e nei fine settimana, al fine di contrastare fenomeni di aggregazione pericolosi e le conseguenze connesse alla diffusione del virus. 

"Ricordiamoci sempre - rimarca Decaro - che gli stessi ragazzi nei mesi di lockdown sono stati chiusi in casa senza trasgredire le regole e senza lamentarsi. Ora dobbiamo fare insieme un percorso, per cui dobbiamo tutti capire che non è vietato uscire di casa, incontrare amici o trascorrere qualche ora insieme, ma dobbiamo farlo in maniera sicura, proteggendo noi stessi e gli altri da questo maledetto virus". Dal primo cittadino un appello ai genitori poiché "il controllo del comportamento dei nostri figli non può essere subappaltato alle forze di polizia non appena questi mettono piede fuori casa. Siamo tutti chiamati a darci una mano perché i nostri figli siano al sicuro e pian piano tutti possiamo venire fuori da questa situazione". "E' chiaro a tutti - ha rilevato - che servono maggiori controlli e un presidio del territorio, così come è altrettanto chiaro che abbiamo a che fare con ragazzi, per la stragrande maggioranza dei casi poco più che adolescenti".

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Anche il prefetto Bellomo si confida "nella sensibilità degli adolescenti e dei giovani che devono acquisire la consapevolezza che cambiare le modalità di stare insieme, di fruire degli spazi comuni, di frequentare i luoghi di ritrovo, determinata da questa drammatica esperienza, non ancora finita, non vuol dire perdere la libertà di incontrarsi e di vivere la 'movida', ma significa garantirsi la possibilità di continuare a farlo per il futuro e di contribuire alla ripresa dello sviluppo del nostro Paese di cui lenuove generazioni sono le prime protagoniste".

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