Fotografi, orologiai ed orafi "esclusi" dal bando Open. L'appello: "Ingiustamente penalizzati"

A protestare è la Confartigianato Upsa Bari dopo le rimostranze di numerosi artigiani e commercianti che non sono riusciti ad ottenere la somma messa a disposizione dal Comune

"Con grande stupore constatiamo come alcune attività artigianali restino escluse dalle possibili beneficiarie delle risorse stanziate dal Comune di Bari attraverso il Bando Open D_Bari": a protestare è la Confartigianato Upsa del capoluogo pugliese dopo le rimostranze di numerosi artigiani e commercianti che non sono riusciti ad ottenere la somma messa a disposizione per chi è rimasto chiuso durante il lockdown.

"Durante- spiega l'associazione di categoria - gli incontri precedenti la pubblicazione del Bando, Confartigianato aveva invero chiaramente evidenziato, sia al Sindaco che all’assessore alle attività produttive, la necessità di includere le attività artigianali gravemente penalizzate dal lockdown. Oggi invece solo alcuni operatori economici operanti nel nostro Comune potranno accedere a quelle risorse: non lo potranno fare, ad esempio, i fotografi (non i commercianti, ma gli artigiani con codice ateco 74.20), non sarà consentito agli orologiai né agli orafi, che in questa partita vengono penalizzati rispetto alle gioiellerie".

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"Pur apprezzando complessivamente l’iniziativa - aggiunge Confartigianato -, che rappresenta uno sforzo dell’Amministrazione comunale per aiutare gli imprenditori in questa delicata fase di ripartenza, non possiamo che segnalare un evidente pregiudizio per alcuni operatori economici in funzione dei criteri di scelta adottati. Ci auguriamo pertanto che questa 'svista' venga immediatamente sanata attraverso un provvedimento che includa le attività erroneamente emarginate e riapra i termini per la presentazione delle istanze, considerando quella odierna solo una 'falsa partenza' ".

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