Corso Italia, le due facce della stessa strada

In base alla Circoscrizione di appartenenza, il vialone alberato che costeggia la ferrovia si presenta in due diversi modi: se la porzione del Murat è ben pulita, quella del Libertà raccoglie rifiuti, bottiglie in vetro e tantissime deiezioni canine

I due volti di corso Italia. Si potrebbe dire questo del vialone che costeggia le arterie ferroviarie baresi, soprattutto dalla parte del marciapiede alberato, sotto i binari rialzati delle Ferrovie Appulo Lucane, laddove ci sono i portici. Se il tratto che appartiene alla Circoscrizione Murat non ha alcun tipo di rifiuto per terra e l’erba delle aiuole è ben tagliata (da via Quintino Sella in poi), quello che si apre davanti ai nostri occhi una volta ‘entrati’, si fa per dire, nella ‘giurisdizione’ del Libertà (oltre via Manzoni, fino all’incrocio con via Martiri d’Otranto) è un accumulo di deiezioni canine, un po’ come se tutti i cani del quartiere andassero ad espletare lì i propri bisogni (è una considerazione ironica, ovviamente).

Come si può vedere dalle immagini, quella che viene chiamata comunemente ‘cacca’ è ovunque, vicino ai pali che delimitano la proprietà delle Fal (installati non più di sei mesi fa) e nelle aiuole che qui appaiono non proprio in buone condizioni. Ci sono degli agglomerati non indifferenti ed è facile che il passante un po’ distratto ci metta un piede sopra. Il fatto che poi appaia abbastanza secco vuol dire che l’escremento è lì, sotto quel porticato, da parecchio tempo.



E allora di chi è la colpa? Dell’Amiu che non interviene? O dei padroni che, in barba alle centinaia di campagne di sensibilizzazione e alla possibilità di avere una multa se scoperti, non raccolgono ciò che i loro amici a quattro zampe lasciano per strada?  Il fatto è che con questo caldo, le deiezioni emanano cattivi odori che, inevitabilmente, si disperdono nell’aria e arrivano fino ai nasi dei passanti. Per non parlare poi del fatto che attirano inevitabilmente blatte, scarafacci e, per alcuni aspetti, topi.

Anche sui rifiuti, lo spartiacque Murat – Libertà è evidente: prima di via Manzoni si può trovare solo fazzolettini di carta abbandonati, non proprio inavvertitamente, da qualche cittadino poco ambientalista. Accedendo nella IX Circoscrizione, la storia cambia. Ed ecco il mobile distrutto, le bottiglie di birra e cola sui muretti, rifiuti urbani fuori dai cassonetti e quel cartello di divieto di sosta per lavaggio strada dell’Amiu che è stato spostato (prima campeggiava proprio sull’estremità del marciapiede) ma che è sempre lì, forse dalla scorsa estate.
 

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