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Crac gruppo Carlone: due condanne e sette rinvii a giudizio

Si è conclusa dinanzi al gup l'udienza sulla presunta bancarotta fraudolenta di 12 società del gruppo. Il giudice ha disposto anche cinque assoluzioni e cinque patteggiamenti

Redazione27 maggio 2013

Due condanne, cinque patteggiamenti della pena, cinque assoluzioni, due 'non luogo a procedere' per morte degli imputati e sette rinvii a giudizio. Si è conclusa così, dinanzi al gup del tribunale di Bari Antonio Diella, l'udienza sulla presunta bancarotta fraudolenta di 12 società del gruppo di distribuzione e vendita di prodotti alimentari 'Carlone' di Modugno (Bari).

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Attraverso le bancarotte - secondo l'accusa - i vertici dell'organizzazione criminale hanno ottenuto tra il 2000 e ilo 2009 profitti illeciti stimati in circa 100 milioni di euro. Il giudice ha disposto condanne alla pena di tre anni e sei mesi di reclusione per il 51enne Giovanni Capuano, e ad un anno e dieci mesi per il 49enne Vincenzo Stallone, entrambi amministratori di fatto di alcune delle società del gruppo. Assolti 'per non aver commesso il fatto' gli imprenditori Francesco Ritella, Giuseppe Barbone, Daniele Cardilli, Enrico De Pascale e Pasquale Iamele, amministratori e consulenti delle stesse società. Rinviati a giudizio, con le accuse contestate a vario titolo di associazione per delinquere, bancarotta fraudolenta documentale e patrimoniale e truffa, gli imprenditori Quirino Alessandro Campanelli, i fratelli Gaetano e Giuseppe Carlone, Gaetano e Girolamina Manzulli (nonno e madre dei due Carlone), Giuseppe Di Fede e Sebastiano Gissi. Il processo comincerà il prossimo 3 ottobre dinanzi ai giudici della seconda sezione penale del Tribunale di Bari. Non luogo a procedere per due imputati frattanto deceduti: il presunto capo dell'organizzazione, Michele Carlone, marito di Girolamina Manzulli e padre di Gaetano e Giuseppe, e per Nicola Dammacco. Il gup ha inoltre ratificato cinque patteggiamenti a pene comprese tra uno e due anni di reclusione nei confronti degli imprenditori Corrado Aprea, Antonio Bombacigno, Francesco Paolo Martinelli, Valentino Veronico e Lorenzo Zotti. (Ansa)

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