"Pizzo agli imprenditori di Carbonara": concluse le indagini per 27

L'inchiesta della Dda, coordinata dalla pm Digeronimo, avrebbe fatto luce su un presunto giro di racket alle aziende di costruzione della zona

Avrebbero imposto il pagamento del pizzo agli imprenditori edili del quartiere Carbonara, imponendo scelte per l'assunzione del personale. Sono le motivazioni che hanno portato alla chiusura dell'inchiesta condotta dal pm della Direzione DIstrettuale Antimafia, Desirèe Digeronimo sul racket delle estorsioni nel quartiere barese: 27 gli avvisi di conclusione delle indagini recapitati a presunti esponenti riconducibili al clan Strisciuglio, accusati a vario titolo di associazione mafiosa, associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, estorsione, porto e detenzione illegale di armi da guerra e comuni da sparo.

Secondo gli inquirenti, i reati si sarebbero consumati anche in altri quartieri di Bari e centro della provincia, interessando anche opere pubbliche, settori della vigilanza e delle discoteche. Per le indagini è stato determinante l'apporto delle rivelazioni di un 'pentito'. Due mesi fa il blitz della Squadra Mobile che portò all'arresto, tra gli altri, di Nicola Telegrafo, presunto braccio destro del boss Domenico Strisciuglio. 

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