Carenza di dispositivi di protezione negli ospedali pugliesi, Emiliano lancia l'allarme: "Da due mesi solo con le nostre scorte"

Il governatore ha fornito i numeri relativi alla distribuzione di mascherine e tute protettive da parte della Protezione civile: "Utili solo per pochi giorni"

"Fino ad oggi la sanità pugliese è andata avanti solo con le proprie scorte di dispositivi di protezione individuale". È il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, a ritrarre le difficoltà che i presidi ospedalieri - che già aveva anticipato durante un'intervista in tv - stanno affrontando nel pieno dell'emergenza Coronavirus. L'occasione per diffondere i dati relativi al numero di maschere, occhiali e tute protettive a disposizione di medici e infermieri è stata dla riunione odierna del comitato operativo di Protezione civile, nell'ambito del quale è stata affrontata appunto, tra le altre, anche la questione dei dispositivi di protezione individuale.

I dati

Da inizio crisi ad oggi, riferiscono dalla Regione, in oltre due mesi di emergenza, i numeri delle forniture dal Dipartimento Nazionale registrano complessivamente la consegna di 252.400 mascherine di tipo Montrasio (inutilizzabili nell'ambito dell'assistenza sanitaria), 304.100 mascherine chirurgiche (pari alla fornitura necessaria per tre giorni circa), 59.000 ffp2 (pari al fabbisogno per due giorni circa), 6335 ffP3 (quelle da utilizzare nei reparti per terapie intensive) e 1900 occhiali protettivi (ne servono 6700 al giorno). Numeri ben diversi rispetto a quelli richiesti dal comparto sanitario pugliese: "Il fabbisogno giornaliero di DPI, se limitiamo il campo di applicazione a mascherine, tute, tamponi, occhiali, e guanti - ricorda Emiliano - è rispettivamente pari a 135.000 mascherine di tipo chirurgiche, ad uso degli operatori in genere, 33.500 mascherine del tipo ffp2, ad uso del personale sanitario che opera nelle strutture sanitarie, 33.500 mascherine ffp3 ad uso di chi opera nel contesto delle strutture deputate all'assistenza diretta dei pazienti COVID, 21.000 tute di protezione individuale - tipo 4, 2000 tamponi per l'effettuazione dei test COVID, 6700 visiere di protezione/occhiali". A questo si aggiungono poi i 5 respiratori meccanici arrivati per terapie intensive per attrezzare gli ospedali COVID, già allestiti a tempo di record, a fronte di una richiesta fatta dalla Puglia di almeno 400 pezzi.
 
Il governatore ricorda quindi come sia evidente che ci sono stati problemi a livello centrale sia nel trasporto dei DPI, che non hanno consentito l'arrivo di ciò che era previsto, sia nel dimensionamento della nostra parte di DPI. "Qualcuno ha pensato, sbagliando e devo dire che hanno subito corretto, che il quantitativo dovesse essere legato alla virulenza dell'epidemia e quindi al numero dei casi - aggiunge - Invece ho fatto presente che il quantitativo di dispositivi di protezione individuale deve essere legato al numero di medici e di popolazione che ogni regione ha, a prescindere dalla virulenza del virus. E devo dire che sono stati rapidi nel comprendere che avevamo ragione. Aspettiamo che la pianificazione delle attrezzature e di DPI di cui abbiamo bisogno venga corretta e che venga regolarizzata già da domani la distribuzione".

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La nota della Regione si conclude con una precisazione: gli articoli arrivati sono quelli effettivamente scaricati nella sede della Protezione civile o in depositi analoghi e a disposizione del sistema sanitario e di protezione civile pugliese. Non sono articoli in ordine, o programmati, pagati e non arrivati" aggiungono.

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