Detenuto con problemi psichici aggredisce agenti, la denuncia del Cosp: "Nuovo episodio che dimostra disorganizzazione e carenze"

Il caso nel carcere di Lecce: protagonista un detenuto originario di Bari. I tre poliziotti penintenziari hanno dovuto far ricorso alle cure mediche, e il sindacato di categoria rinnova l'allarme: "Personale costretto a gestire casi non di sua competenza"

Si sarebbe prima scagliato contro tre agenti di polizia penitenziaria in servizio nella sua sezione, costringendoli a ricorrere alle cure mediche, poi si sarebbe provocato numerose ferite da taglio con un oggetto non ben identificato che era riuscito a tenere probabilmente nascosto. 

Protagonista dell'aggressione, avvenuta nel carcere di Lecce, un detenuto originario di Bari. A denunciare l'episodio è il Cosp (Coordinamento sindacale penitenziario) che torna a lanciare l'allarme sulle condizioni in cui sono costretti ad operare gli agenti di polizia penitenziaria.

"Il lungo elenco di aggressioni nei confronti degli operatori (oltre 1200 l’anno) - si legge in una nota diffusa dal sindacato - si aggrava del fatto che detenuti con problemi psichici non possono essere gestiti dal personale di polizia penitenziaria il quale non possiede alcuna competenza in merito. La legge dispone che questa particolare tipologia di reclusi venga ospitata nelle Rems, strutture riabilitative per malati psichiatrici, all’interno delle quali è prevista la presenza di personale specializzato". 

"I poliziotti penitenziari - spiega il segretario nazionale del Coordinamento sindacale penitenziario Domenico Mastrulli - non potrebbero essere assegnati a tali compiti ma questo ulteriore episodio sottolinea ancora una volta lo stato di disorganizzazione dell’amministrazione penitenziaria e le enormi carenze presenti negli organici degli operatori addetti alla sicurezza". 
 

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