Elezioni rettore, l'appello dei dottorandi: "Serve un nuovo patto tra Università e società"

L'Adi Bari(associazione dei dottorandi e dottori di ricerca) interviene nel dibattitto sull'elezione del nuovo rettore: "Per cambiare serve un confronto trasparente"

Dare vita ad un dibattito trasparente sul futuro dell'Università, che coinvolga tutte le componenti della comunità accademica, e costruire un nuovo "patto" tra Università e tessuto sociale. L'Adi Bari (l'associazione che riunisce i dottorandi e dottori di ricerca) entra nel dibattito sulle elezioni del nuovo rettore dell'Ateneo barese che avranno luogo il 20 e 21 giugno.

"Il mese prossimo - si legge in una nota - la comunità accademica sarà chiamata ad esprimersi sul nuovo Rettore, affidandogli un incarico di sei anni. Per la nostra categoria ciò che accadrà in questo lasso di tempo nel sistema universitario tutto, e nel nostro Ateneo in particolare, inciderà pesantemente sulle esistenze di ognuno. Nella situazione attuale, senza un'inversione di tendenza sulle politiche in merito alla pubblica istruzione ed alla ricerca, non è difficile immaginare che molti di noi saranno costretti a pensare la propria vita fuori dall'Università".

"Per tale ragione vogliamo cogliere quest'occasione elettorale per proporre la nostra idea di Università: riteniamo che in questa fase la comunità accademica tutta più che avanzare richieste corporative o interrogare i candidati debba riflettere sul proprio ruolo in una società in trasformazione. Abbiamo scritto un contributo alla discussione intitolandolo #UNIBA2019: LA PRUDENZA NON è Più UNA VIRTù ACCADEMICA perché riteniamo che per la comunità accademica sia finito il tempo dell'attesa e degli equilibrismi. È tempo di prendere la parola, di assumersi la responsabilità di prendere posizione, anche a costo di scontentare qualcuno".

"Da lunedì 27 lo troverete sul nostro sito www.dottorato.it/bari. Speriamo così di arricchire il dibattito in corso, stimolando altre componenti dell'Università a parteciparvi nella stessa maniera. Il 7 Giugno ci incontreremo, alle ore 17,00 al Palazzo delle Poste, per discutere insieme a partire dal nostro documento. Abbiamo perso troppe occasioni. - conclude il documento - Non possiamo più permetterci di continuare a farlo!"

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