Ex Fibronit, il Comune acquisisce le aree. Decaro: "Mai più speculazioni"

Arriva l'ok del Consiglio. Il 28 luglio il ministro dell'Ambiente Galletti a Bari per la stipula dell'Accordo di Programma per la bonifica

L'aula Dalfino dice sì all'acquisizione delle aree ex Fibronit al patrimonio comunale. Il via libera è arrivato durante il Consiglio di giovedì e rappresenta un passaggio indispensabile per la stipula dell’Accordo di Programma per la bonifica del sito, in programma il prossimo 28 luglio alla presenza del ministro dell’Ambiente Galletti. L'area, dunque, potrà essere avviata alla bonifica che porterà, come previsto dal Comune, alla successiva realizzazione del parco. Oggi, venerdì, si terrà la conferenza di servizi locale durante la quale le parti saranno chiamate al confronto per l’eventuale approvazione del progetto esecutivo di bonifica del sottosuolo. 

"Questo atto rappresenta una vittoria per i cittadini baresi - ha commentato il sindaco Antonio Decaro a proposito della delibera approvata dal Consiglio - che finalmente diventano i proprietari di un’area che per tanti anni ha sottratto loro il più importante tra i diritti: quello alla salute. Noi abbiamo preso un impegno, quello di trasformare quel luogo di morte in un parco dedicato alla vita e alla bellezza. La questione della proprietà non è un mero procedimento formale ma un passaggio di sostanza che garantisce ai cittadini il futuro di quell’area su cui mai più si dovrà speculare".

"La firma dell’accordo di programma fissata giovedì prossimo, insieme alla conferenza di servizi di domani - dichiara Maria Maugeri - vede finalmente arrivare questa storia ad un punto cruciale e concreto, che poi è l’obiettivo per cui l’attuale e la precedente amministrazione, le associazioni ambientaliste e i cittadini baresi si sono battuti negli ultimi anni".

L'ACCORDO DI PROGRAMMA - Il testo dell’accordo, che costituisce un impegno tra le parti per porre in essere ogni misura per l’attuazione degli interventi di bonifica previsti, è stato trasmesso il 14 luglio scorso nella sua versione definitiva dal Ministero agli enti interessati - Comune di Bari, Città metropolitana e Regione Puglia - e riguarda sia la bonifica sia il ripristino ambientale delle aree ricadenti nell’area ex Fibronit. Nel dettaglio, l'accordo definisce la destinazione d’uso delle aree oggetto di intervento - deliberata dal Consiglio comunale come “zona a verde pubblico di tipo B” il 2 maggio 2005 -, il dettaglio degli interventi da attuare - nel 2013 è stato approvato il progetto definitivo degli interventi di messa in sicurezza permanente della ex Fibronit-, il progetto di valorizzazione delle aree da bonificare, il piano economico e finanziario degli interventi, con indicazione delle risorse finanziarie necessarie per ogni singola area, e gli impegni di ciascun sottoscrittore.

IL PROGETTO - Nell'ottobre 2006, per mettere al riparo la popolazione da qualsiasi rischio, il Comune ha avviato la messa in sicurezza di emergenza dell'area, con la rimozione di 1600 tonnellate di amianto abbandonato su tetti, pavimenti e muri dei capannoni, interventi che si sono conclusi a giugno 2007. Dopo una lunga serie di vicissitudini burocratiche, passate attraverso ricorsi e sentenze del Tar, il 2 marzo 2016 la stazione unica appaltante del Comune di Bari ha aggiudicato definitivamente l’appalto dei lavori riguardanti la bonifica del sito, resa possibile dopo l’ultima sentenza del Tar del novembre 2015 che ha disposto provvisoriamente l’aggiudicazione in favore dell’ATI Teorema. I lavori hanno un importo complessivo di circa 14 milioni e 227 euro, di cui 10 milioni da fondi regionali, 3 milioni da fondi CIPE e i restanti da fondi ex lege 426/98. La durata del cantiere è stimata in 750 giorni circa. Al termine della bonifica definitiva su quell’area di 100.000 metri quadri sorgerà il più grande parco pubblico della città di Bari, dedicato a tutte le persone che sono morte per mesotelioma pleurico causato da amianto, per quelle che hanno sofferto o soffrono ancora. Il piano di fattibilità del parco predisposto dagli uffici comunale è stato candidato ai finanziamenti europei, per un investimento di circa 10 milioni di euro, con buone prospettive di essere accolto.

LA FIBRONIT E LE VITTIME DELLA FABBRICA - Per 50 anni, dal 1933 al 1985, la Fibronit ha prodotto manufatti per l’edilizia in amianto (eternit) nel cuore della città, tra Japigia e Madonnella. Su un totale di 530, 400 sono gli ex operai della Fibronit morti negli anni per patologie legate all’esposizione da amianto. Ma pesanti sono anche i numeri relativi alle malattie riscontrate tra le persone che hanno vissuto nel raggio di 1 km dalla fabbrica. Le cifre ufficiali del 2009 parlano di 51 casi accertati di mesotelioma, con una particolare concentrazione nel quartiere Madonnella. Eppure il mesotelioma è una malattia rara che colpisce 1 persona su 100.000. 51 casi solo a Bari in quell’area rendono l’idea dell’impatto letale della Fabbrica sulla salute dei cittadini. Nel biennio 2006-2007 gli interventi di messa di sicurezza di emergenza realizzati dall’amministrazione comunale hanno scongiurato qualsiasi ulteriore rischio per la popolazione, ma ciò non mette al riparo dalle patologie contratte in precedenza. Poiché il mesotelioma è una malattia con un decorso molto lungo, anche di decenni, si stima che il picco dei casi di si registrerà nei prossimi anni, per l’esattezza nel 2025.
 

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