Bonifica Fibronit, Decaro visita il cantiere: "La fabbrica non farà più paura"

Procedono secondo programma i lavori per demolire l'ex stabilimento del quartiere Japigia di prodotti in amianto. Operai in azione nella zona nord e sud del sito inquinato

"I lavori procedono speditamente secondo il programma. Sono venuto a rassicurare i cittadini per dire loro che si va avanti e che tra un po' di tempo questa fabbrica non spaventerà più nessuno": il sindaco di Bari, Antonio Decaro, parla mentre attorno gli operai azionano gru, montano strutture metalliche e preparano gli alloggiamenti per il terreno. L'obiettivo di cancellare, per sempre, quello che resta della fabbrica di amianto Fibronit del quartiere Japigia, si avvicina. A piccoli passi, certo, perché i lavori avviati a ottobre scorso, aggiudicati dalla ditta Teorema dopo infinite trafile di ricorsi in tribunale, richiederanno circa 2 anni di esecuzione. l'area interessata, infatti, si estende per 14 ettari, su cui, al termine, potrà iniziare la costruzione di un grande parco.

Questa mattina il primo cittadino, accompagnato dall'assessore comunale all'Ambiente, Pietro Petruzzelli, dal direttore dei lavori e i responsabili della ditta Teorema, ha visitato il mega cantiere per verificare lo stato dell'arte: "Alla fine della bonifica definitiva - afferma - i cittadini non vedranno più la fabbrica e potremo mettere una lapide sull'amianto in questa città. Per il futuro, inoltre, stiamo già lavorando con la Regione che finanzierà il progetto per la realizzazione del nuovo parco". 

I lavori, costati circa 11 milioni di euro, stanno procedendo secondo due grosse direttrici: nella zona sud, quella più vicina al ponte di via Magna Grecia, si stanno realizzando collinette su cui gli operai stanno posando grandi teli neri in polietilene ad alta densità, materiale che isolerà terreno e strati vegetali da ciò che era la zona destinata a raccogliere gli scarti di lavorazione della vecchia fabbrica, sorta alla fine degli anni'30 in città. In questo punto del cantiere i lavori stanno procedendo in maniera spedita e da via Caldarola è già possibile notare i muri di contenimento, ora in nudo cemento, in futuro, chissà, ricoperti da opere di street-art.

Nella zona nord del cantiere, quella più delicata, si sta invece montando la prima struttura di copertura a supporto dei teli per inglobare singolarmente i grandi capannoni: all'interno avverà la demolizione, pezzo per pezzo, degli edifici. I detriti saranno poi mischiati a calcestruzzo e definitivamente tombati in un'area già spianata destinata a diventare una collinetta: "Abbiamo cominciato a intervenire nelle aree non interessate alle demolizioni - spiega il direttore tecnico di Teorema, Gianni Milano - ma dalla presenza comunque di amianto nel sottosuolo. Si sta già procedendo alla bonifica e alla copertura della zona. A buon punto sono i muri di recinzione del sito che dovranno contenere l'intero pacchetto di materiale inerte tra cui lo strato di terreno vegetale alla base del nuovo parco. Stiamo inserendo già le palancole per recintare altre aree creando una barriera permanente a protezione dell'area".

Tra un mese e mezzo circa, il primo capannone sarà coperto e si potrà iniziare con le demolizioni, la fase un po' più rischiosa del cantiere per la possibilità, seppur remota, di dispersione delle fibre di amianto nell'aria, su cui l'azienda rassicura: "I sistemi progettati sono a prova di qualsiasi incidente anche grave - aggiunge Milano - e mi riferisco ad eventi meterorologici avversi. La struttura deve contenere all'interno i capannoni e all'esterno vi sarannno teli estremamente resistenti a vento e anche a carichi di neve".  Pezzo dopo pezzo l'area sarà quasi totalmente 'ripulita' dalla fabbrica e da caseggiati: in piedi resteranno solo l'ex edificio che ospitava un centro commerciale di bricolage e la 'centrale' elettrica, dove non vi sarebbe stata riscontrata contaminazione da amianto. Praticamente una tabula rasa sul tragico passato di una grande parte della città, fatto di inquinamento e morte.

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