"Fondi di ricerca usati per fini privati", assolta docente dell'Uniba

La professoressa Marina Calamo Specchia era accusata di peculato, falso e abuso d’ufficio con altre tre persone: tutti gli imputati sono stati assolti

E' stata assolta dal Tribunale di Bari la docente universitaria barese Marina Calamo Specchia, a processo con le accuse di peculato, falso e abuso d’ufficio. La professoressa, docente di diritto comparato alla facoltà di Giurisprudenza dell'Uniba, era imputata insieme ad altre tre persone, il marito Marco Terzi e due ex ricercatrici dell’Ateneo barese, Laura Fabiano e Pamela Martino, anche loro assolti.

L’accusa era di avere utilizzato fondi pubblici per scopi privati. A conclusione del procedimento, durato circa cinque anni, nell’ambito del quale la professoressa ha subito anche alcuni mesi di interdizione, i giudici baresi hanno ritenuto la insussistenza dei reati contestati, relativi a due distinte vicende.

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