"Due minuti per un furto", presa banda di ladri d'auto: colpi nei park&ride e negli ospedali

Sei persone arrestate in un'operazione della polizia stradale: avevano preso di mira parcheggi di scambio e aree di sosta dei nosocomi cittadini, consumando anche 4 colpi di un solo giorno. 80 le auto recuperate

Agivano velocissimi, portando a termine il furto "al massimo nel giro di un paio di minuti", usando disturbatori di frequenza per inibire i sistemi gps e chiavi elettroniche clonate per aprire e avviare l'auto, mentre il complice di turno faceva da 'vedetta'. Così sarebbero riusciti a mettere a segno anche quattro colpi  in un solo giorno, consumati prevalentemente nei Park&Ride cittadini e nelle aree di sosta degli ospedali baresi.

>>> VIDEO | Un furto in meno di due minuti: la banda in azione <<<

Sei arresti, ottanta veicoli recuperati

Le indagini condotte dalla polizia stradale sotto il coordinamento della Procura di Bari, avviate ad aprile 2017 e durate circa un anno, hanno portato oggi all'arresto di sei persone, tutte residenti a Bari e in provincia, accusate a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata al furto, alla ricettazione e al riciclaggio di veicoli (I NOMI DEGLI ARRESTATI). Altri quattro soggetti risultano indagati. Nel corso dell'attività investigativa, gli agenti sono riusciti a recuperare e restituire ai legittimi proprietari circa 80 veicoli, alcuni dei quali già in parte smontati e pronti per essere 'smistati'.

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Il furto, la ricettazione e il 'cavallo di ritorno' 

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, una volta messo a segno il furto i veicoli rubati venivano portati in un primo nascondiglio, in genere box condominiali o strade di periferia, dove restavano in attesa di essere 'smistati'. In prevalenza, le auto sarebbero state poi prelevate nel giro di breve tempo per essere portate verso il Foggiano, in particolare nella zona di Cerignola e Comuni limitrofi (un ruolo, questo, che sarebbe stato svolto saltuariamente dai soggetti indagati). Qui sarebbero state consegnate a sfasciacarrozze compiacenti (nel gran parte dei casi attività abusive) dove i veicoli venivano poi smontati e i pezzi di ricambio smerciati sul mercato clandestino (su questo aspetto, ulteriori indagini sono in corso). In altri casi, la strada sarebbe stata quella del 'cavallo di ritorno', ovvero la richiesta di denaro fatta al proprietario per la restituzione dell'auto. Due, in particolare, le estorsioni di questo tipo documentate nelle indagini: in entrambi i casi la banda avrebbe incassato, per auto di media cilindrata, la somma di duemila euro. Più o meno la stessa cifra che, secondo gli investigatori, i componenti del gruppo avrebbero ricavato piazzando ciascuno dei mezzi rubati nel circuito finalizzato allo smercio dei pezzi di ricambio. In un paio di altri casi, le auto, dopo aver modificato il numero di telaio, sarebbero state rivendute.

"Risposta ad una richiesta di sicurezza dei cittadini"

Le indagini, portate avanti con intercettazioni, pedinamenti, analisi delle immagini di videosorveglianza, hanno preso avvio proprio dalle numerose denunce e segnalazioni dei cittadini, che avevano espresso grande preoccupazione per il moltiplicarsi dei furti in particolare in alcune aree della città, come i Park&ride. "Questa operazione rappresenta una risposta alle lamentele e alle preoccupazioni espresse dai cittadini - ha commentato a margine della conferenza stampa Luca Speranza, capo del compartimento della Polizia stradale Puglia - Una risposta che magari non arriva subito, visti i tempi fisiologici della giustizia, ma che comunque testimonia che su questi reati l'attenzione delle forze dell'ordine, e della polizia stradale in particolare, è costante".

*Ultimo aggiornamento ore 14

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