Furto con scasso nell'edicola di corso Mazzini, il proprietario: "Quarto episodio negli ultimi tre anni"

I criminali hanno agito nella notte, incuranti della presenza delle telecamere. Diversi i danni provocati, tra vetri rotti, mura bucate e saracinesca sfondata. Sul posto la Scientifica

I ladri sono entrati forzando la saracinesca, non prima di aver tentato tentato di accedere da altri due lati dell'edicola. Noncuranti, o forse senza sapere, che sul tetto erano state installate telecamere ad alta definizione. Il bersaglio è sempre lo stesso: l'edicola in corso Mazzini, nel quartiere Libertà, a pochi passi dal mercato comunale. Struttura più volte presa di mira dai ladri, come ricorda anche il proprietario, Vincenzo Impicciatore: "Si tratta del quarto episodio criminoso negli ultimi tre anni, l'ultimo a gennaio del 2017" spiega a BariToday.

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Il furto

Al lavoro per ricostruire la dinamica del furto è la Scientifica, che questa mattina ha effettuato i primi rilievi sulla struttura, alla ricerca di impronte che possano - insieme ai video delle telecamere, già acquisiti - portare a identificare i ladri. A prima vista sembrerebbe però un'operazione svolta da persone attrezzate, forse in gruppo, visto che l'accesso è avvenuto dopo aver divelto la saracinesca, probabilmente mentre i complici la tenevano sollevata. Magro il bottino: "Una trentina di euro massimo - spiega il 68enne - più alcune decine di biglietti dell'autobus. Si sono portati via direttamente la cassa". A questi vanno però aggiunti i biglietti della lotteria, come scoperto in seguito dal titolare, che porta il totale a quasi 5mila euro.

Elevata anche la conta dei danni, che si aggira su diverse migliaia di euro. Prima di tentare l'assalto frontale, infatti, i responsabili hanno aperto le vetrine antisfondamento espositive, bucando la parete nel tentativo di crearsi un varco per di accedere. Hanno tentato di bucare anche il muro di cemento armato alle spalle della struttura, per aprire la porta di accesso all'edicola, anche in questo caso senza successo.

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Il proprietario: "Non mi fermo qui"

Ora saranno le indagini a definire se si sia trattato di un unico responsabile o di un commando attrezzato. Quel che è certo è che Impicciatore continuerà a vendere giornali e riviste nella sua postazione in corso Mazzini una volta riparati i danni. "Non mi faccio spaventare - racconta - devono capire che noi non abbiamo paura di loro, anche se sembra che mi abbiano preso di mira".

Gli episodi degli ultimi anni, infatti, non contemplano solo normali furti, ma anche una rapina - "durante la quale sono stato preso a calci e pugni da persone con marcato accento barese" spiega Impiacciatore - e una bomba carta fatta esplodere davanti a una vetrina nel 2015. E anche in questo caso il proprietario è certo sulle responsabilità: "Sono certo si tratti di baresi, mi ci gioco tutto. Non capisco perché abbiano preso di mira me, visto che non ho avuto neanche richieste di pizzo".

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