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Addio Galleria Cavour, ma i senza fissa dimora resistono: “Dateci una casa”

Donati: "Quando i cittadini ci chiamano interveniamo sempre, ma in questi casi possiamo fare poco"

Antonio Scotti 7 giugno 2012

La Galleria Cavour non c’è più. Da due giorni la struttura che ospitava gli ambulanti è stata smantellata e riposta nel deposito del mercato rionale di via Nicolai. Nei mesi che hanno accompagnato l’interruzione dell’attività mercatale e la successiva demolizione della struttura, per residenti e commercianti non sono mancati i disagi. Fra questi la presenza sotto la Galleria di alcuni senza fissa dimora che hanno approfittato del periodo di stasi per trasformare la struttura nella loro dimora domestica. Nonostante ora non ci sia più nulla, tre di loro hanno deciso di continuare a sostare nell’area pedonale. Due poltrone, uno stendi panni, due coperte di lane, tre sedie e alcune bottiglie sparse qua e là. “I servizi sociali sono intervenuti e da quel che sappiamo questi signori non accettano nessuna altra soluzione, come ad esempio il dormitorio pubblico o la tendopoli vicino la Fiera del Levante”, racconta Irma Melini, capogruppo PdL nella circoscrizione Madonnella.

Durante la mattina alcuni di loro s’improvvisano a parcheggiatori abusivi: “Ho sistemato l’auto, subito dopo ho pagato il grattino e poi sono stato avvicinato da uno di loro, ma che storia è questa?”, riferisce un automobilista dopo aver parcheggiato la vettura nei pressi dell’attuale area pedonale. Un altro problema è legato alla situazione igienica, dato che i tre sono stati avvistati mentre svolgevano i loro bisogni fisiologici all’aria aperta.
Il comandante della Polizia municipale, Stefano Donati, spiega come queste situazioni non siano isolate, nonostante lo sforzo quotidiano profuso dai vigili per cercare di risolvere questo genere di problemi: “Noi interveniamo ogni giorno in molte situazioni simili a quella presente in corso Cavour; oggi per esempio un nostro agente è stato malmenato da una clochard che si era rifugiata all’interno di un portone e non voleva andarsene”.

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I tre senza fissa dimora di corso Cavour non vogliono parlare molto. Richiedono una casa e non hanno voglia di discutere altre soluzioni. Si guadagnano da vivere chiedendo l’elemosina davanti alla chiesa del Sacro Cuore. “Non vogliono spostarsi ed è chiaro che non si può fare molto, anche perché andrebbero ad occupare un’altra zona, non risolvendo affatto il problema - sottolinea Donati -. Interveniamo quando aggrediscono le persone o disturbano la quiete, ma è evidente come in questi casi serva un altro tipo di azione, meno legata alla sicurezza e più orientata alla prevenzione”.
Intanto sul futuro dell’area pedonale sembra esserci l’interessamento della Banca popolare di Bari, pronta a riqualificare la zona arredando un giardino urbano. “Nel frattempo – commenta Melini – il Comune immetta qualche pianta in corrispondenza degli scivoli, non vorremmo un’altra zona parcheggio”.

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