Inchiesta escort-Tarantini, Laudati: "Nelle indagini a mio carico né celerità, né riservatezza"

Il procuratore replica in merito alla richiesta di rinvio a giudizio avanzata dalla Procura di Lecce: "Per l'ennesima volta apprendo dalla stampa delle iniziative giudiziarie prese nei miei confronti"

Nessuna riservatezza né celerità nelle indagini a suo carico. All'indomani della richiesta di rinvio a giudizio avanzata dalla Procura di Lecce, il procuratore capo di Bari, Antonio Laudati, annuncia che sta "valutando tutte le iniziative da prendere".

"Per l'ennesima volta - afferma il procuratore in una dichiarazione - apprendo dalla stampa delle iniziative giudiziarie prese nei miei confronti dalla Procura di Lecce: dall'iscrizione nel registro degli indagati (giugno 2011 sulla base di un esposto anonimo), passando per i due avvisi di chiusura indagine (25 settembre 2012 e 10 gennaio 2013). Questa mattina, dopo aver letto che la Procura di Lecce ha inviato nella tarda serata di ieri, 18 marzo, a Roma all'Ufficio di presidenza del Csm la richiesta di rinvio a giudizio a mio carico, ho immediatamente chiamato il mio avvocato di Lecce, scoprendo che anche lui ne era a conoscenza solo per aver letto il quotidiano La Repubblica".

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