Inchiesta escort: Lavitola in Italia, notificata ordinanza di arresto

L'ex direttore dell'Avanti, latitante in Sudamerica dallo scorso ottobre, è rientrato in Italia per costituirsi. Ad attenderlo all'aeroporto di Fiumicino, funzionari della Digos e della guardia di finanza di Napoli e i carabinieri di Bari

Dopo mesi di latitanza in Sudamerica, l'ex direttore dell'Avanti Valter Lavitola torna in Italia per costituirsi. Lavitola è arrivato all'aeroporto di Fiumicino questa mattina intorno alle 6, accolto da un dispiegamento di uomini della Polizia di frontiera che lo hanno condotto negli uffici della Polizia giudiziaria, dove è avvenuta la notifica degli atti a suo carico.

Ad attendere Lavitola, oltre a funzionari della Digos e della guardia di finanza di Napoli, anche carabinieri di Bari, i quali hanno notificato al faccendiere l'ordinanza d'arresto della magistratura di Bari per l'affaire delle escort nelle residenze di Berlusconi.  In particolare, Lavitola è accusato di induzione a rendere dichiarazioni mendaci alla magistratura, in relazione a testimonianze date dall'imprenditore 'Gianpi' Tarantini.

Lavitola è stato condotto nel carcere di Poggioreale a Napoli, dove sarà ascoltato dal gip napoletano anche sull'inchiesta barese, per rogatoria. L'interrogatorio sarà fissato nelle prossime ore dal gip del tribunale di Bari Sergio Di Paola, che il 14 ottobre scorso ha emesso a carico di Lavitola un provvedimento cautelare in carcere. Il faccendiere è accusato di aver istigato Gianpaolo Tarantini a mentire alla procura di Bari nell'ambito dell'inchiesta sulle escort che Gianpi ha portato nel 2008 nelle residenze dell'allora premier Silvio Berlusconi.

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