Inchiesta escort-Tarantini, avviso di conclusione delle indagini per Laudati

Il procuratore capo di Bari verso il rinvio da giudizio a Lecce per abuso d'ufficio insieme e al suo ex sostituto Giuseppe Scelsi. Sei giornalisti indagati per diffamazione

La procura di Lecce ha fatto notificare avvisi di conclusione delle indagini per abuso d'ufficio al procuratore di Bari, Antonio Laudati, e al suo ex sostituto Giuseppe Scelsi. Lo stesso atto, che solitamente prelude alla richiesta di rinvio a giudizio, è stato notificato anche a sei giornalisti accusati di diffamazione.

L'inchiesta a carico del procuratore di Bari è stata avviata dopo che Laudati è stato accusato da un suo ex pm, Giuseppe Scelsi (ora sostituto procuratore presso la Corte d'appello di Bari), di aver di fatto rallentato l'indagine sulle escort che Gianpaolo Tarantini ha portato a casa dell'allora premier Silvio Berlusconi tra il 2008 e il 2009. Dopo i primi accertamenti, la procura di Lecce aveva indagato Laudati per favoreggiamento personale, abuso d'ufficio e tentativo di violenza privata. I sei giornalisti indagati per diffamazione sono stati invece denunciati dal procuratore Laudati nel corso del tempo.

LE ACCUSE - A Laudati viene contestato di aver disposto "arbitrariamente", il 26 giugno 2009, due mesi e mezzo prima di insediarsi nell'incarico di procuratore di Bari, che le indagini sulle escort portate da Tarantini nelle residenze di Berlusconi "venissero sospese e non si adottasse alcuna iniziativa fino a quando non avesse assunto le funzioni" di capo della procura. L'incontro avvenne nella scuola allievi della Guardia di finanza di Bari alla presenza del pm inquirente, Giuseppe Scelsi, e di ufficiali della Gdf a cui erano state delegate le indagini. L'insediamento di Laudati avvenne il 9 settembre 2009. Dando quelle disposizioni - secondo l'accusa - "con abuso dei poteri e violazione dei doveri di magistrato" Laudati, tra l'altro, ha impedito "l'assunzione di sommarie informazioni dalle altre escort non ancora ascoltate" e ha causato "ritardo ed intralcio nello svolgimento delle investigazioni per la maggiore difficoltà di accertamento di fatti e circostanze conseguente alla maggiore distanza temporale del momento investigativo dal loro verificarsi". In questo si è concretizzato - secondo i magistrati salentini - il reato di favoreggiamento personale aggravato contestato al procuratore di Bari. Laudati avrebbe quindi - è scritto nell'avviso di conclusione delle indagini - "aiutato Gianpaolo Tarantini e gli altri indagati" ad "eludere le indagini" nel procedimento per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione delle "cosiddette escort" avviato dal pm Giuseppe Scelsi "nel quale era coinvolto quale fruitore delle prestazioni sessuali il presidente del Consiglio dei ministri, on.Silvio Berlusconi (al fine di favorire indirettamente quest'ultimo preservandone l'immagine istituzionale) ed aiutato anche quest'ultimo ad eludere le suddette indagini, dirette ad accertare anche l'eventuale suo concorso nei suddetti reati".

(ANSA)

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