Japigia: area ex Fibronit, altri trenta giorni per il parco

Il Ministero ha chiesto alla Regione una Via sugli inerti derivanti dalla demolizione delle strutture dell'ex fabbrica. Il Comune li vorrebbe lì; Clini chiede ai tecnici pugliesi. Se questi dovessero dare parere positivo sulle operazioni, si potrà partire con il bando di gara per i lavori

L’attesa potrebbe durare solo altri 30 giorni. Qualora, al termine di questi, tutta la documentazione dovesse dare pareri positivi, si potrà procedere con un bando di gara da circa 15 milioni di euro. E Bari, nello specifico Japigia, si doterà di un nuovo polmone verde, proprio laddove un giorno c’era, al contrario della canzone di Gianni Morandi (visto che siamo in tempi sanremesi), l’eternit di una delle fabbriche d’amianto più famose il Italia.

Stiamo parlando del nuovo parco che dovrebbe sorgere sulle rovine della Fibronit, in via Caldarola. Secondo il progetto del Comune, gli inerti derivanti dalla demolizione della struttura dovrebbero rimanere sul posto. Il Ministero, però, ha voluto indagare su questa operazione chiedendo l’intervento della Regione, Regione che ora avrà un mese per  certificare la Valutazione di Impatto Ambientale e dare il sì definitivo alle opere.

Proprio qui, stamattina, s’è riunito il primo tavolo tecnico che, se darà parere positivo, consentirà all’amministrazione comunale di avviare i lavori. Tema del contendere, quindi, le macerie della struttura. “Il ministro Clini ha chiesto alla Regione un ulteriore approfondimento sull’impatto ambientale. Ora la palla passa ai tecnici dell’ente che avranno 30 giorni per dare la loro valutazione”, spiega l’ex assessore comunale, oggi consigliere con delega all’Ambiente, Maria Maugeri, che, un po’ amareggiata per questo ulteriore ritardo (“Il Comune si è mostrato contrario all’ulteriore passaggio di carte. La discussione era già stata affrontata più volte anche al Ministero”), aggiunge: “Dal momento in cui la Via arriverà sulla scrivania di Clini, possiamo avviare l’iter per indire il bando di gara che durerà un altro mese”. Un bando da 14 milioni e 850 mila euro.

La storia della messa in sicurezza dell’ex Fibronit si perde negli ultimi 7 anni. Ottanta carotaggi, 550 analisi chimiche e 55 rilevazioni a campione, hanno permesso di iniziare, nell’ottobre 2005, la fase uno dei lavori di bonifica. Al momento sono ancora in piedi tetti e mura dell’ex fabbrica. Tutto è in sicurezza, certo, ma il progetto dell’area verde prevede, in prima istanza, la demolizione degli edifici con tensostrutture adeguate in grado di non far disperdere nell’aria eventuali fibre di amianto e macerie.

Ma c’è un altro quesito che blocca, di fatto, i lavori. Ed è il contenzioso che il Comune ha con la Immobiliare Spezzati di Foggia. Pare che l’impresa abbia già ottenuto dal Tar la cancellazione della variante urbanistica con cui i suoli sono stati destinati ad essere utilizzati come area verde. Risponde l’Avvocatura di palazzo di Città che conferma l’esistenza di un semplice preliminare di vendita subordinato all’approvazione del progetto di lottizzazione, approvazione che, però, non è mai arrivata.

 

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