Japigia: degrado e abbandono, SOS per il parco del Polivalente

Il grande giardino che circonda i sei istituti scientifici di Japigia è da anni senza manutenzione: tagli ai fondi e i rimpalli di responsabilità hanno trasformato in un luogo di degrado quello che avrebbe dovuto essere il fiore all'occhiello del complesso

La struttura utilizzata come guardiola ormai abbandonata

I cespugli che costeggiano i vialetti non vengono potati da anni, nelle aiuole crescono le erbacce, le panchine in cemento si sgretolano, le palme muoiono attaccate dal punteruolo rosso, la pavimentazione dei campi di pallacanestro si stacca a grossi pezzi. Siamo a Japigia, nel grande parco che circonda i sei istituti del Polivalente. Progettato alla fine degli anni Settanta, quello che all'epoca era il fiore all'occhiello dell'intero complesso scolastico si è trasformato a poco a poco in un luogo di degrado.

Colpa dei finanziamenti sempre più ridotti all'istruzione, e di una serie di intoppi burocratici che hanno reso di anno in anno più difficile garantire la manutenzione del parco. A spiegarci la situazione è il professor Vincenzo Velati, dirigente scolastico dell'Istituto Elena di Savoia. "Fino a qualche tempo fa - esordisce Velati - c'era un giardiniere fisso, messo dalla Provincia, che ogni giorno si occupava di tenere in ordine il parco". Poi, questa manutenzione quotidiana è venuta meno e a quel punto è diventato difficile, per le scuole, provvedervi in maniera autonoma. "Con i pochissimi soldi che ci danno - sottolinea Velati - per noi occuparci anche del giardino è impossibile. E poi c'è un continuo rimpallo di responsabilità tra Provincia e Ministero su chi deve finanziare questi lavori. L'anno scorso siamo riusciti ad ottenere alcuni fondi dall'Ufficio scolastico regionale e con quelli abbiamo effettuato la potatura dei cespugli".

Ma erbacce e rami fuori posto (senza contare le povere palme, molte delle quali irrimediabilmente danneggiate dal punteruolo rosso) non sono l'unico problema. Ci sarebbe, ad esempio, una lunga lista di interventi di manutenzione straordinaria ai quali provvedere. La vecchia guardiola, abbandonata e murata da anni, è ormai poco più che un rudere. I campi di pallacanestro sul retro delle scuole sono inutilizzabili: la pavimentazione si è completamente sollevata e staccata. E poi c'è la zona dell'"anfiteatro": lì il pericolo è la pavimentazione sconnessa, sollevata con il tempo dalle radici dai pini. Per non parlare delle macerie della vecchia pista di atletica, in parte smantellata cinque anni fa per fare posto al nuovo edificio che ospita l'istituto tecnico aeronautico. "Per mesi le macerie sono rimaste qui davanti - dice Velati indicando un punto a pochi metri dalla sua scuola – poi, dopo tante insistenze hanno mandato qualcuno". Ma non per portarle via: semplicemente per spostarle pochi metri più in là, in una zona meno in vista.

Insomma una situazione frutto di carenze che si sono accumulate negli anni, e che ora necessiterebbe di interventi urgenti e concreti, che richiedono collaborazione e non continui rimpalli di responsabilità. "Il nostro intento - conclude Velati - è quello di richiamare l'attenzione su questa situazione, di avviare una collaborazione che permetta di risolverla". Per restituire al Polivalente - e perchè no, all'intero quartiere - quel "gioiello verde" immaginato da chi lo progettò negli anni Settanta.

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