Morì dopo una caduta dalla moto a 17 anni, i consulenti della famiglia: "Jasmine non ha responsabilità"

I consulenti dello Studio 3A, hanno analizzato il caso della ragazza deceduta a ottobre scorso sulla Statale 16: "La giovane aveva tutti quanti i presìdi di sicurezza richiesti per viaggiare in moto", affermano

Jasmine Giordano, la 17enne di Triggiano morta il giorno del suo compleanno a seguito di un incidente in moto sulla Statale 16, "non ha alcuna responsabilità dell'accaduto" e "i suoi familiari non ci stanno a che la ragazza passi come un’incosciente e una persona avventata solo perché indossava un paio di comuni stivaletti". Ad affermarlo, sono i consulenti dello Studio 3A che, contattati da BariToday, hanno confermato di seguire il caso per conto della famiglia della ragazza.

Pochi giorni fa, in un articolo comparso su Repubblica-Bari, erano stati rivelati i contenuti della perizia tecnica effettuata dall'ingegnere Luca Ancora, incaricato dalla pm della Procura di Bari, Chiara Giordano, per la cui inchiesta vi sono tre persone indagate, ovvero un 22enne alla guida della moto su cui viaggiava la vittima, un 24enne conducente di un'altra moto che avrebbe affiancato la prima nei pressi dello svincolo per Bari San Giorgio, e un altro 22enne che conduceva una vettura sopraggiunta subito dopo l'incidente, il quale potrebbe aver travolto la ragazza dopo la caduta. La perizia, affermano i consulenti dello Studio veneto evidenziano, citando il documento, che "la ragazza era intralciata nei movimenti da scarpe poco adatte alla circostanza”, ma aggiunge anche che la caduta dalla due ruote è stata dovuta a “una serie di fattori concomitanti”, citando “una disattenzione o forse una manovra brusca posta in essere dal conducente" della Triumph su cui viaggiava anche la ragazza minorenne.  

"La perizia dimostra come Jasmine non abbia responsabilità"  spiega il dottor Ermes Trovò, presidente di Studio 3A, aggiungendo che i familiari "ricordano anche che, contrariamente a quanto accade a tanti ragazzi della sua età, e non solo" Jasmine "aveva tutti quanti i presidi di sicurezza richiesti per viaggiare in moto, a cominciare dal casco. Le cause di questa tragedia sono da cercare altrove”.

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