Cinque milioni per le politiche di inclusione nel mondo del lavoro, il Comune: "Contrasto alla povertà"

Saranno insediate sette "equipe" nei Municipi cittadini per garantire la presa in carico sociale e lavorativa di oltre 2500 persone destinatarie di misure di sostegno o reddito di dignità

Sette "equipe muitlidimensionali" da insediare nei Municipi per "garantire una presa in carico sociale e lavorativa" dei 2568 beneficiari delle misure Sia (Sostegno di Inclusione Attiva) e del RED (Reddito di Dignità) regionale: prende avvio il Piano integrato triennale del Comune di Bari fiinanziato per 5 milioni di euro e approvato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali nell'amito del Pon Inclusione presentato a ottobre scorso. Le equipe permetterano di valutare i nuclei familiari candidati alle misure, orientare l'utenza e redigere il progetto personalizzato di inserimento sociale e avviamento al lavoro. Il rafforzamento della struttura prevederà, nei prossimi mesi, tre avvisi pubblici per selezionare i soggetti che gestiranno la fase di presa in carico, selezione dei tirocinii e individuare tutorship specializzate per i soggetti svantaggiati e i beneficiari diversamente abili. Ai 5 milioni se ne aggiungeranno altri due destinati direttamente ai cittadini per azioni in inclusione attiva nel mondo del lavoro, in particolare tirocini formativi per i figli, dai 16 anni in su, appartenenti a famiglie già prese in carico dalla misura Red/Sia e buoni formazione per soggetti esclusi dal mondo del lavoro che hanno necessità di accedere a nuove competenze.

“Il piano dell'inclusione attiva fa parte della strategia dell’Amministrazione comunale sul contrasto alle povertà – spiega l’assessore cittadino al Lavoro, Paola Romano - che si compone di un sistema di 3 parti: welfare, casa e di un terzo livello, l’inclusione attiva, ossia l’insieme delle politiche e delle azioni utili a contrastare vecchie e nuove povertà attraverso la formazione e l’accesso al mondo lavoro. Un processo complesso che non esaurisce la sua azione nel garantire il diritto alla casa o l’assistenza primaria alle persone più fragili ma che si propone di integrare tutti i cittadini nel tessuto sociale e produttivo della città. Per fare questo ci serve innanzitutto rafforzare la struttura a cui sempre più persone si rivolgono e attivare tutti gli strumenti utili per gestire le azioni e le politiche che interesseranno i cittadini. Nei prossimi mesi partiranno progetti di inclusione attiva al lavoro per circa 9 milioni di euro che daranno risposte differenziate a seconda dei bisogni individuati e delle potenzialità dei soggetti intercettati, articolate in tirocini, formazione, start up, riutilizzo di spazi. Non è certamente un percorso facile – prosegue la Romano – ma attraverso l’esperienza e le competenze acquisite da Porta Futuro sulle politiche del lavoro e lo sforzo congiunto di Comune e Regione nell’attuazione degli strumenti di inclusione attiva, confidiamo di poter consolidare nel prossimo triennio un sistema di inclusione attiva serio, efficace e realmente integrato.

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