Lettera aperta al Comune di Bari e al comando della polizia locale per San Sebastiano

Paralizzare il centro città per una parata clericale?

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di BariToday

Pensavamo che il medioevo fosse terminato da un po' e che le processioni religiose fossero un retaggio del passato, ma a quanto pare eravamo ottimisti. Lunedì mattina il centro della città di Bari si è fermato per celebrare San Sebastiano, evento mai avvenuto prima, e non se ne capisce il motivo: ammesso che questo tipo di manifestazione sia da considerarsi accettabile in una grande città multietnica, San Sebastiano non è il patrono della città, e neanche un santo locale. Andando a fondo, si scopre che è il santo patrono della polizia locale. Siamo allarmati da questo evento. Pensavamo che la polizia locale fosse un ente pubblico, parte integrante della Repubblica Italiana, e non dello Stato Vaticano. Volendo un motivo per celebrare, non si capisce perché si debba ricorrere a un santo cattolico, e non a un anniversario laico che coinvolgerebbe tutti. Inoltre, si possono trovare certamente altre modalità di celebrazione, più private, che non implichino la paralisi della città con conseguenze anche su chi non è cattolico, non è interessato, semplicemente deve correre al lavoro o preferirebbe evitare l’inquinamento da traffico esasperato. Una parata militare degna del due giugno di un organo pubblico di gestione della sicurezza di tutti, per celebrare una ricorrenza religiosa alla presenza di vescovi e arcivescovi è un pericoloso tuffo nel buio di un passato che avremmo preferito dimenticare nella attuale cultura pluralistica e integrante. Allora perché non paralizzare la città anche il 4 novembre, giorno di san Carlo Borromeo, protettore dei maestri, o il 26 settembre, il giorno dei santi medici patroni dei dottori o il 22 giugno per San Tommaso Moro, patrono dei politici? A guardare bene se dovessimo festeggiare i santi patroni di tutti gli enti diventerebbe un’attività a tempo pieno. Ci si chiede chi e perché abbia finanziato questa iniziativa religiosa di un ente pubblico, e si auspica che il prossimo anno la polizia locale decida di festeggiarsi in modo più inclusivo, e anche più privato.

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